Costellazione Toro: stelle principali e mitologia

- 14 Ago 2018

costellazione del Toro

Posizionata tra Ariete e Gemelli, il Toro è una delle costellazioni più antiche e di più facile individuazione. Si trova in una posizione provilegiata: è in prossimità di questa costellazione infatti che il Sole si posizionava, in epoca antica, il giorno dell'equinozio di primavera.

Caratteristiche della costellazione del Toro

La forma della costellazione rende di facile intuizione il motivo per cui l’uomo dell’antichità l’abbia battezzata in questo modo: è ben visibile un muso, in cui è incastonato l’occhio dell’animale (Aldebaran, la stella più brillante della costellazione), che termina con due ramificazioni di stelle, ovvero le corna del Toro.

La Costellazione del Toro ha un’estensione e una declinazione tali da essere visibile da tutta la Terra, nonostante sia caratteristica dell’emisfero boreale. I cieli invernali settentrionali del pianeta, possono godere della visione di questo gruppo di stelle in particolare da ottobre ad aprile, periodo in cui risulta meglio posizionata sulla volta celeste per consentirne l’individuazione.

Costellazione del Toro: Stelle Principali

La Costellazione del Toro è caratterizzata da due ammassi aperti principali: le Pleiadi, l’ammasso di stelle più luminoso tra quelli riconosciuti come tali, e le Iadi, che formano il triangolo centrale della costellazione. Al vertice di tale triangolo si trova l’occhio del Toro, Aldebaran (o α-Tauri). Si tratta di una gigante arancione che per vicinanza alla Terra rispetto alle altre stelle della costellazione, risulta di dimensioni imponenti. Nell’ammasso delle Pleiadi invece, spicca Alcyone (η Tauri) che, con la caratteristica luce azzurra, ne costituisce la stella più brillante.

Un’altra stella degna di nota è Elnath, anche detta β Tauri. La gigante blu si trova in uno dei corni del Toro, ed è condivisa con la costellazione dell’Auriga. Il secondo corno del Toro è costituito da ζ Tauri, Alheka. Anche in questo caso, come per il sopracitato Alcyone, si tratta di una stella azzurra.

Oltre ai corpi celesti singoli, all’interno della Costellazione del Toro sono presenti anche stelle doppie: si tratta di un sistema di stelle, primaria e secondaria, che orbitano intorno a un centro di massa comune. Le stelle binarie che compongono la Costellazione del Toro sono θ¹ e θ² Tauri, stelle arancioni, σ¹ e σ² Tauri, stelle bianche, κ¹ e κ² Tauri e 88 Tauri. Tutti questi sistemi, a parte κ, sono visibili a occhio nudo, avendo una magnitudine che va da 3,40 a più di un primo d’arco.

In mezzo a questi corpi celesti definiti, si trovano gruppi di stelle molto giovani, ancora in formazione. Sono situate all’interno di nubi molecolari e si trovano in una situazione di vita ancora instabile, infatti prendono il nome di stelle variabili. All’interno della Costellazione del Toro la principale è T Tauri, che talvolta illumina i gas da cui è avvolta, origindando delle vere e proprie nubi luminose visibili per brevi intervalli di tempo.

Costellazione del Toro: mitologia

Il simbolo del Toro è uno dei più utilizzati dell’antichità: rappresenta infatti fertilità e abbondanza. Fin dall’antico Egitto si è fatto uso di questo animale. Osiride assumeva le sembianze di dio-Toro e veniva identificato proprio con la costellazione stessa. La sorella Iside invece, veniva rappresentata con corna di vacca poste attorno al disco lunare, evocando così anche il tipico simbolo geroglifico del toro, in cui un sole sormontato da una mezza luna con le punte all’insù compare incastonato tra le corna dell’animale. Sole e Luna simboleggiano l’unione tra la sfera maschile e femminile, e quindi riconducono all’idea di fertilità associata all’animale.

Nella mitologia greca, il Toro compare in svariate forme: uno dei miti più famosi è quello che narra dell’unione tra Zeus ed Europa, da cui nacque Minosse. Il dio innamoratosi della ragazza dopo averla vista cogliere dei fiori vicino alla spiaggia, assunse le sembianze di un toro bianco andandosi a confondere tra i buoi del padre di Europa. Le si avvicinò e la donna, attratta dalla diversità di quel toro rispetto agli altri animali, gli montò sul dorso. Zeus condusse quindi Europa contro la sua volontà sull’isola di Creta, dove le rivelò la propria identità. Di fronte al rifiuto di lei, tentò di usare violenza per unirvisi, ma vista l’ulteriore resistenza finì costretto a trasformarsi in aquila per procedere nel suo intento. Europa divenne la prima regina di Creta e il figlio Minosse, nato da questa unione, ne fu il successore.

Proprio Minosse riguarda il secondo mito sul Toro: egli per dimostrarsi degno di succedere al trovo di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro per un sacrificio. Quando però decise di non procedere vista la bellezza dell’animale, il dio si adirò e fece sì che il Toro si innamorasse di Pisifae, moglie di Minosse. La donna nutriva un ardente desiderio verso l’animale e riuscì accoppiarvisi nascondendosi dentro una giovenca lingea. Dall’unione nacque il Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro, che per la sua ferocia venne rinchiuso nel labinto di Cnosso.

Costellazione del Toro: la Nebulosa del Granchio

All’interno della Costellazione del Toro, si trova il residuo dell’esplosione della Supernova 1054: la Nebulosa del Granchio (M1).< Si tratta di una nube, ormai estesa per sei anni-luce, composta dai gas derivanti dall’esplosione. La supernova di origine fu osservata per la prima volta da astronomi cinesi nel 1054, anno che dà nome alla stella. La sua luminosità era tale da renderla visibile anche a occhio nudo in pieno giorno, supreando in luminosità apparente anche il pianeta Venere.

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