Costellazione Pegaso, stelle principali e mitologia

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Pegaso (Pegasus) è un’antica Costellazione del cielo boreale nota agli antichi e inserita da Tolomeo nel suo elenco di 48 astri, facilmente riconoscibile grazie al famoso Quadrato o Trapezio che la fa assomigliare al mitico cavallo alato che ne porta il nome. E’ vicina alla costellazione di Andromeda.

1. Stelle principali

Le stelle più importanti della Costellazione Pegaso sono:

  • Enif (ε Pegasi), una supergigante rossa con magnitudine 2,38 e distante 672 anni luce: si tratta della stella più occidentale della costellazione.
  • Scheat (β Pegasi), gigante rossa a circa 200 anni luce dalla Terra e vertice nord del Quadrato di Pegaso.
  • Markab (α Pegasi), stella gigante azzurra che rappresenta il vertice sudoccidentale del Quadrato di Pegaso.
  • 51 Pegasi, non nota per la sua particolare luminosità, ma perché vi orbita il primo pianeta extrasolare mai scoperto.

La costellazione ospita numerose stelle doppie, tra cui 3 Pegasi, molto facile da individuare anche a grassi ingrandimenti e risolvibile facilmente grazie alla separazione tra le due componenti, due stelle bianco-gialle di sesta e settima magnitudine. Anche la η Pegasi è formata da due stelle di differente luminosità, separate da un angolo monto grande: ad una più attenta osservazione, peraltro, si scopre che ognuna delle componenti di questo sistema binario è a sua volta una stella doppia.
Nella costellazione di Pegaso sono presenti anche molte stelle variabili, come le Mireidi R Pegasi e S Pegasi, con un’oscillazione simile superiore ad un anno di periodo. La principale semiregolare è la β Pegasi, le cui variazioni sono apprezzabili ad occhio nudo tenendo come riferimento le vicine stelle di simile magnitudine.
Alle spalle della costellazione Pegaso non sono presenti polveri galattiche, per cui è possibile l’osservazione di molte galassie: tra queste la M15 è un ammasso globulare tra i più luminosi, osservabile anche grazie ad un binocolo. Tuttavia, la galassia più luminosa è NGC 7331: si tratta di una galassia spirale nell’angolo inferiore della costellazione, osservabile anche con un piccolo telescopio. Più difficile, invece, l’osservazione del gruppo di galassie chiamato Quintetto di Stephan, osservabile solo con gli strumenti più potenti.

2. Mitologia legata alla costellazione Pegaso

Tutti conoscono il mito del cavallo alato Pegaso: si tratta di una mitologia che i greci presero in prestito, probabilmente, da popolazioni più antiche, come i babilonesi e altri popoli di origine indoeuropea. Si dice che il cavallo alato nacque subito dopo che Perseo ebbe ucciso una delle Gorgoni, Medusa: dal sangue zampillato dal collo mozzato del mostro nacquero Criseore (un guerriero della mitologia greca) e il cavallo alato, che venne posto al servizio di Zeus e da questo affidato alle cure di Perseo. Dopo l’uccisione della Medusa, infatti, l’eroe salì in sella al cavallo e corse verso Oriente. Durante il tragitto, Perseo vide la bellissima Andromeda, incatenata e vittima di un mostro marino, identificabile con la costellazione della Balena, mandato da Poseidone per punire Cassiopea, madre della giovane, rea di essersi vantata della propria bellezza di fronte alle Nereidi (figlie del dio del mare). Allora Perseo decise di salvare la fanciulla, uccidendo il mostro: questo spiega anche la vicinanza della costellazione Pegaso a quella di Andromeda.

Secondo una differente leggenda, il cavallo mitico fu domato da Bellerofonte e con esso l’eroe compì molte imprese, tra cui l’uccisione della Chimera, un mostro sputafuoco che stava devastando la regione della Licia. Tuttavia, le molte imprese compite da Bellerofonte aumentarono la sua ambizione, facendogli desiderare di diventare un dio. Per punire questa arroganza, Zeus mandò una mosca a pungere Pegaso, mentre cavalcava con l’inseparabile eroe, disarcionando quest’ultimo e procurandogli ferite irreparabili. Alla morte di Bellerofonte, Pegaso tornò in cielo per servire gli dei, diventando la costellazione ancora oggi visibile.

Esiste una differente versione nota ad Eratostene, secondo cui gli antichi avrebbero errato nel riferirsi alla costellazione nota come Pegaso in omaggio al cavallo mitico, dal momento che nel gruppo di stelle non sono individuabili le ali. Per questo, l’autore cercò di convincere i contemporanei a riferirsi a questa costellazione semplicemente chiamandola “Cavallo”, ma tale era la fama del mito di Pegaso che il suo nome è rimasto intatto fino ai giorni nostri.

3. Caratteristiche e osservazione del Pegaso

La costellazione di Pegaso è tra le più antiche e osservate del cielo boreale. L’asterismo formato dalle sue stelle più brillanti, noto come Quadrato di Pegaso, è facilmente riconoscibile anche nelle aree più soggette a fenomeni di inquinamento luminoso. La stella Enif delinea il confine della costellazione con quelle del Cigno e della Freccia, ad est. Inoltre, l’assenza di stelle particolarmente brillanti nello sfondo e la lontananza rispetto alla scia della Via Lattea, rendono quasi sempre ben visibile tutte le stelle principali della costellazione di Pegaso. Per individuare Pegaso è necessario partire da Cassiopea, scendendo in direzione di Andromeda: al fianco di quest’ultima è ben visibile il quadrato che rappresenta il corpo principale del cavallo.

Il periodo migliore per osservare questa costellazione è quello autunnale, dal momento che è in questa stagione che la costellazione passa oltre i 40 gradi di latitudine. Tuttavia, essa è sempre facilmente osservabile nel cielo serale dei mesi che vanno da luglio a gennaio. Dall’emisfero sud la sua visibilità e ridotta, sebbene la costellazione sia quasi equatoriale e ne permetta l’osservazione, soprattutto della porzione meridionale della costellazione, anche a latitudini molto basse. In Italia, la costellazione raggiunge lo zenith verso la mezzanotte in estate avanzata, mentre in autunno nelle ultime ore del giorno (tra le 20 e le 23).