Costellazione Gru, stelle principali e mitologia

24 Mar 2018

OSR blog post

La Gru (Grus in latino) è una costellazione australe di medie declinazioni, abbastanza delineata grazie ad alcune stelle particolarmente luminose (Al Nair e Al Dhanab): la sua forma può ricordare una gru in volo dal lungo collo disteso.

E’ citata per la prima volta nell’Uranometria di Johann Bayer del 1603, ma la sua osservazione è probabilmente anteriore. E’ solo limitatamente visibile alle latitudini temperate boreali.

Stelle principali della costellazione Gru

Le stesse principali della costellazione sono:

  • Al Nair (α Gruis): si tratta di una stessa azzurra subgigante, distante circa 101 anni luce; è la stella più luminosa e meglio visibile della costellazione.
  • Gruid (β Gruis): supergigante rossa a 170 anni luce; si tratta della stella più grande della costellazione, dal diametro superiore a più di 170 volte quello del Sole: un osservatore ideale che si ponesse a distanza di 10 anni luce da entrambi gli astri dovrebbe constatare che il primo è pressochè un granello di sabbia rispetto alla seconda!
  • Al Dhanab o Deneb Hut (γ Gruis): stessa azzurra situata nella parte settentrionale della costellazione e lontana 203 anni luce; il nome arabo di questa stella significa letteralmente Coda del Pesce Australe, dal momento che gli Arabi ritennero in un primo momento di riferirla, appunto, ai confini meridionali della vicina costellazione del Pesce Australe.
  • Altra stella degna di nota è la δ2 Gruis, supergigante rossa dalle dimensioni superiori a 100 volte quella del Sole.

Per un effetto prospettico sono individuate alcune coppie di stelle (stelle doppie), le quali però non sono effettivamente legate, risultando allineate soltanto alla vista: tra esse δ1 e δ2 Gruis (stelle di quarta magnitudine di colore giallo e rosso) e μ1 e μ2 Gruis (di quinta magnitudine e di colore bianco e giallo).
Fanno parte della costellazione anche stelle variabili, alcune delle quali osservabili anche grazie a strumenti semplici, altre addirittura notabili nelle loro oscillazioni persino ad occhio nudo: fra esse S Gruis, che è una Mireide che oscilla in 136 giorni di ciclo, da una magnitudine di 6,0 fino ad un massimo di 12; altra variabile è la β Gruis, le cui pulsazioni irregolari, tuttavia, consentono un’osservazione del ciclo della stella solo prendendo a riferimento la vicina stella α Gruis.

Sono presenti pochi oggetti del profondo spazio all’interno di questa costellazione: ciò perchè le galassie visibili nello spettro della Gru sono poco luminose e remote. Viceversa, tra gli oggetti interni alla nostra Galassia è possibile notate la nebulosa IC 5148, la cui forma all’anello è possibile da osservare nella parte settentrionale della stella.

Mitologia legata alla costellazione della Gru

Trattandosi di una costellazione scoperta in tempi relativamente recenti, manca una vera e propria mitologie riferibile a questo complesso di stelle. La sua prima catalogazione è avvenuta grazie a Bayer nel 1603, anche se ne risulta una attestazione già nel planisfero di Plancius nel 1598.
Nella mitologia greca, la Gru era considerata un guardiano, simbolo di pazienza e di vigilanza, mentre nella tradizione celtica essa assumeva una potente connotazione femminile. In particolare, era assoctiata ad una Dea ostile, espressiva di ostilità e promiscuità sessuale. Secondo altre tradizioni, la Gru è associata alla morte, alla capacità di mettere in relazione il mondo dei vivi e quello dell’Aldilà: è per questo motivo che la Gru rappresenta la profezia.
Durante il Medioevo, la costellazione della Gru divenne nota anche come Phenicopterus, il Fenicottero. Secondo una prima interpretazione degli Arabi, invece, queste stelle facevano parte della costellazone del Pesce Australe.

Caratteristiche e osservazione: come osservare la costellazione Gru

Sebbene la Gru sia una costellazione piuttosto piccola, essa è nondimeno particolarmente appariscente e costituisce uno dei panorami caratteristici dei cieli meridionali. Per la sua individuazione è necessario osservare a sud della stella Fomalhaut (la stella α del Pesce Australe, che si trova, a sua volta, in prossimità delle costellazioni dell’Acquario e del Capricorno): applicando sufficiente attenzione sarà facile constatare la figura di una gru o di un fenicottero in procinto di spiccare il volo. A differenza di molte altre costellazioni, infatti, in questo caso la fantasia richiesta all’osservatore è nettamente inferiore.
Come riferimento è necessario partire dalla stella più luminosa della costellazione, Al Na’ir (α Gruis), che in arabo significa La Brillante: la vicinanza e l’elevata magnitudo di questa stella ne facilitano l’individuazione in un’area sgombra da altre stelle brillanti; questa stella è poi vicina alla Gruid (β Gruis) e con essa forma la coppia più luminosa.
Poco a nord della coppia formata da α e β Gruis è poi possibile osservare la diramazione di astri più deboli, alcuni dei quali formano coppie dai colori contrastanti, osservabili anche ad occhio nudo.

Le migliori condizioni di osservazione sono da rinvenire nelle notti di primavera australe: in questo periodo, infatti, la costellazione è particolarmente alta in cielo dopo il tramonto, preannunciando il cambio di stagione. Ciò nonostante, la Gru resta visibile per gran parte dell’anno. Viceversa, nell’emisfero settentrionale è molto più difficile procedere alla sua osservazione: in particolare, è necessario spostarsi molto a sud (circa 43° N, corrispondenti circa alla latitudine di Roma) per poter osservare la coppia di stelle brillanti α e β Gruis; mentre per poter ammirare l’intera costellazione è necessario scendere ad almeno 32°N (in prossimità delle coste settentrionali della Libia).