Costellazione Altare, stelle principali e mitologia

25 Apr 2017

costellazione di altare

Costellazione di Altare o Ara

al genitivo Arae = di Altare, della costellazione Altare

Altare, o Ara, è una costellazione relativamente piccola ma molto interessante dell’emisfero australe, visibile tra primavera ed estate, meglio se nella prima decade di giugno tra le 23 e 1.30-45. Non è possibile ammirarla dall’Italia anche se, con condizioni atmosferiche favorevoli ed in periodi consoni dell’anno, dalla Sicilia meridionale può essere intravista. Per vedere Altare è necessario andare in Egitto, meglio se nella zona centrale sulle sponde del Nilo. Altare si trova in prossimità della costellazione dello Scorpione, sotto la sua coda. È molto vicina anche alla bella costellazione del Pavone e dell’Uccello del Paradiso. La simbologia di questa costellazione è stata classificata secondo tre ipotesi, tutte piuttosto eminenti. Per una fazione di studiosi rappresenterebbe un braciere corredato da un supporto tripode, probabilmente rifacendosi alle offerte sacrificali dell’antica religione egizia. Per una seconda rappresentanza di studiosi è vista come un braciere più semplice e lineare, con un’alta fiamma sfavillante accesa, dando più focus al concetto di vampa che non di oggetto e per un ultimo gruppo, invece, ricorda un altare sacrificale molto simile a quelli utilizzati per le cerimonie dell’antichità.

Le Stelle principali della costellazione di Altare

Le Stelle principali della costellazione di Altare o Ara non sono molto luminose, visto che nessuna supera la 3° magnitudine. Tutta la costellazione però, nonostante questo, era tenuta molto in considerazione dalla mitologia greca e più volte nominata in diversi cantici e racconti classici della tradizione orale. Le stelle maggiori di Altare sono:
– Alfa Ara: è una giallo arancio di magnitudine inferiore a 3, una super gigante, detta anche Choo. È una stella doppia che comprende anche Beta Ara.
– Gamma Ara: è un trittico, sui quali esistono tutt’oggi alcuni dubbi non ancora sviscerati. Non è sicuro che siano un sistema e si ipotizza facciamo parte di Altare anche se son più discoste dalle altre due e diano una visione diversa del Sole
– Due ammassi stellari: Altare vanta ben due gruppi stellari, uno di almeno trenta, e l’altro leggermente più scarno, ben visibili e molto luminosi, arrivando fino a magnitudine 6, cioè quasi il doppio di quella delle stelle principali. Questi due ammassi sono uno degli elementi più interessanti della costellazione di Altare, osservabili con facilità e di grande impatto
– Due nebulose: una denominata NGC6188 e l’altra PK3424.1. La prima è particolarmente bella, grazie a dei disegni geometrici, triangolari, che le zone di emissione alternate con quelle di di riflessione formano nella parte centrale, mentre la seconda è più piccola e meno brillante, pur mantenendo e sfoggiando un certo fascino
– Una galassia: ordinata e molto bella, la galassia di Altare, chiamata NGC6300, ha una forma lineare e facilmente seguibile anche con strumenti piuttosto basilari. Trovandosi in un punto quasi cieco del cielo, con poca luminosità, risalta in modo particolare e con riflessi molto interessanti, distinguendosi per il caratteristico finale ad anello

Il Mito della Costellazione Altare o Ara

Come dicevamo poco fa, Altare era particolarmente cara al popolo antico dei greci, che spesso la nominava nei suoi canti epici. Ci sono diverse leggende che raccontano di questa costellazione. Il mito più particolare, interessante ed attribuibile a questa costellazione riguarda la nascita di Zeus, il Padre di tutti gli Dei. Si dice che Zeus nacque da un Titano: Crono, e da Rea.

Crono voleva essere Re indiscusso dell’Olimpo ma la profezia lo avvertiva che tutti i figli nati da lui sarebbero divenuti Dei e, insieme, avrebbero governato il Monte Divino e l’Universo. Per evitare di dover dividere il suo assoluto potere, Crono ingoiò tutti i suoi figli appena nati, uno dopo l’altro.

Quando nacque Zeus, la madre Rea, per evitare che anche quell’ultimo suo figlio le venisse sottratto e ingurgitato dal marito prepotente, nascose il neonato e propinò a Crono uno scoglio, che lui prontamente ingollò, pensando fosse il bambino appena partorito dalla moglie. Zeus visse l’infanzia e la giovinezza nascosto dalla madre che, regolarmente, andava a visitarlo portandogli cibo e, quando fu abbastanza grande e forte, affrontò il padre, costringendolo a vomitare i suoi fratelli, che uscirono dal corpo di Crono adulti e pronti a governare il Monte Olimpo.

I figli di Crono erano Ade, Dea degli inferi, Poseidone Dio del mare e degli oceani, Era che diventò poi la moglie di Zeus, Estia Dea della casa e Demetra Dea dei campi e delle coltivazioni fiorenti. Zeus ed i suoi fratelli sconfissero così il padre e costruirono un piccolo altare, sul quale bruciarono sacrifici e si scambiarono promesse di fratellanza, unione e progetti di governo in rispetto e condivisione di idee e buoni principi. Secondo la leggenda la costellazione di Ara dovrebbe rappresentare proprio quel piccolo altare che vide l’inizio del governo politeistico del Monte Olimpo, la cui paternità appartiene a Zeus in quanto fu proprio lui a liberare i suoi fratelli dal corpo del mostruoso padre, restituendoli alla luce e conferendo loro il potere di governare. Uno dei primi progetti che i patriarchi delle divinità greche misero in atto fu proprio la guerra ai Titani, della stirpe di Crono, per liberarsi di loro e poter dar vita alla società olimpica.