Costellazione Volpetta, stelle principali e mitologia

- 15 Ott 2018

    Condividi questo articolo:

costellazione della Volpetta

La Volpetta (nota in latino come Vulpecula) è una piccola costellazione boreale, introdotta da Hevelius nel 1690 e facente parte dell'elenco delle 88 costellazioni moderne. La Costellazione della Volpetta fa parte del cosiddetto Triangolo Estivo, formato dalla vicine stelle Deneb, Vega e Altair.

Stelle principali della costellazione Volpetta

La Costellazione Volpetta presenta stelle poco brillanti (al massimo entro la quarta magnitudine), di cui solo una è indicata con la lettera alpha greca. In particolare, le stelle principali della costellazione sono:

  • – Anser (α Vulpeculae): si tratta di una gigante rossa, dotata di magnitudine apparente di circa 4,44 e situata ad una distanza di 297 anni luce dal Sistema Solare;
  • – 23 Vulpeculae, stella arancione situata a 328 anni luce e con magnitudine 4,50.

La costellazione, date le sue dimensioni contenute, non contiene al suo interno sistemi binari degni di nota, anche se la vicinanza con la Via Lattea rende possibile la scissione anche delle stelle doppie meno luminose. In particolare, la stessa Anser è in realtà una stella doppia, in coppia con 8 Vulpeculae, la cui risoluzione può essere effettuata anche grazie ad un semplice binocolo, dal momento che il grado di separazione è di 413,7”. Tra le stelle variabili, invece, la più luminosa è T Vulpeculae, che oscilla con un periodo di circa 4,5 giorni dalla quinta alla sesta magnitudine e può essere osservata con strumenti molto semplici; altre variabili, invece, richiedono strumenti più potenti.

Per quanto riguarda, infine, gli oggetti non stellari, la presenza della Via Lattea sullo sfondo favorisce la presenza, all’interno del quadro della Costellazione, di alcuni oggetti interessanti, come la Nebulosa Manubrio (M27), una nebulosa planetaria a forma di disco e con un grande alone planetario osservabile con un telescopio di discreta potenza: si tratta, in particolare, della prima nebulosa planetaria scoperta. Inoltre, nella sezione meridionale della costellazione si trova un asterismo visibile ad occhio nudo noto come Attaccapanni (Coat hanger) o Ammasso di Brocchi.

Per quanto concerne i sistemi planetari, tutti quelli finora osservati sono dotati di un unico pianeta, generalmente di tipo gioviano e con massa dalle due alle quattro volte superiore a quella di Giove.

Mitologia legata alla Costellazione Volpetta

La scoperta della Costellazione Volpetta si deve alla catalogazione ad opera dell’astronomo polacco Johannes Hevelius, che ne parla per la prima volta nel suo Prodromus Astronomiae (1690), riferendosi ad essa come “Vulpecula cum Ansere”, letteralmente volpetta con oca. Infatti, secondo la prima individuazione, l’immagine restituita dalla costellazione era quella di una volpe che teneva tra le fauci un’oca.

Successivamente, tuttavia, si è obiettato che la riconduzione ad una costellazione dotata di solo due stelle di media luminosità di ben due figure fosse esagerata, per cui successivamente l’Oca è stata eliminata dalla rappresentazione della Volpetta, al punto tale che l’Unione Astronomica riconosce attualmente la Costellazione unicamente col nome di Vulpecula, cioè Volpetta.

Tuttavia, il nome dell’Oca è rimasto ad indicare l’unica stella ufficialmente denominata, Anser: infatti, questo nome indica in latino proprio il volatile originariamente indicato come preda della piccola volpe.

Dal momento che si tratta di una costellazione individuata in tempi moderni, non sono presenti miti e leggende legate alla sua osservazione in tempi antichi.

Caratteristiche e osservazione: come osservare Volpetta

Tra le caratteristiche che rendono degna di nota questa costellazione c’è il gran numero di novae e di stelle pulsar che la compongono. In particolare, è proprio nella Costellazione della Volpetta che è stata individuata la prima stella a neutroni a rapidissima rotazione, nel 1967, ad opera di Antony Hewish e Jocelyn Bell: si tratta della stella nota come CP 19191, oggi nota come PSR 1919+21, che sta ad indicare che questa pulsar presenta un’ascensione retta di 19 ore e 19 minuti, con una declinazione di circa +21 gradi.

Circa la presenza di stelle novae, nel 1988 venne osservata l’esplosione del sistema binario GS2000+25, all’interno del quale è stata stimata la presenza di un buco nero dotato di massa compresa tra le 5 e le 10 volte quella del sole, attorno al quale ruota una stella visibile di classe K.

Per quanto riguarda l’individuazione della Costellazione della Volpetta, questa si trova a sud della Fenditura del Cigno, esattamente nella sezione che divide questa area di cielo dalla Fenditura dell’Aquila. In effetti, l’introduzione di questa minuscola costellazione è stata resa necessaria proprio per collocare la porzione di cielo presente tra le costellazioni della Freccia, del Cigno e dell’Aquila.

Pertanto, collocare la costellazione è particolarmente semplice se si conosce l’esatta posizione del triangolo Estivo, dal momento che la Volpetta si trova proprio al centro delle costellazioni dell’Aquila e del Cigno, proprio sopra quelle della Freccia e del Delfino.

Tuttavia, dal momento che si tratta di una zona particolarmente ricca di banchi di polvere stellare, l’individuazione delle singole stelle potrebbe richiedere condizioni climatiche quasi perfette. Dal punto di vista dell’osservazione, in particolare, si tratta di una costellazione estiva, visibile nel cielo boreale soprattutto a partire dalla seconda metà di luglio: in questo periodo, la Volpetta si trova quasi allo zenit ed è visibile per tutte la notte.

L’ideale è procedere all’osservazione in un luogo che presenta scarsissima illuminazione, a partire dalle ore 21 delle sere estive: infatti, da questo orario la Costellazione della Volpetta apparirà bassa all’orizzonte verso Nordest (tra maggio e giugno), mentre si trova molto in alto fino a settembre/inizio ottobre; infine, il periodo in cui la Volpetta è meno facilmente individuabile è quello che va tra dicembre e gennaio, quando si trova molto bassa all’orizzonte.

    Condividi questo articolo:

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*