Costellazione Idra, stelle principali e mitologia

11 Mag 2018

OSR blog post

L'Idra (in latino Hydra) è una lunga costellazione prevalentemente australe, con solo una piccola parte a nord dell'equatore celeste, dotata di una sola stella particolarmente splendente (Alphard, detta anche il Solitario). Si tratta di una costellazione già conosciuta ai tempi di Tolomeo (che la catalogò per primo), e, attualmente, della più estesa delle 88 costellazioni moderne.

However, despite its size (it alone covers more than 3% of the night sky), it is not easily detectable due to the low brightness of its stars.

Main stars of Hydra

Among the main stars that make up the constellation Hydra we have:

  • α Hydrae (Alphard), whose Arabic name means the Lonely One: the toponym is explained in consideration of the fact that it is the only particularly bright star in the entire constellation (as well as the part of the sky to which it belongs); it is a giant orange star, located 177 light years away.
  • γ Hydrae (Dhanab al Shuja), yellow star located south of the constellation Virgo and about 132 light years away.
  • ζ Hydrae (Hydrobius), yellow star located in the head of Hydra, south of the constellation Cancer and 151 light years away.
  • ν Hydrae (Sherasiph), an orange star located near the figure of the Crater and 138 light years away.

The Hydra constellation hosts a large number of double stars, all easily observable thanks to the considerable size of the constellation: among them the 27 Hydrae and the N Hydrae. Hydra also contains particularly bright and well-known variable stars, including: R Hydrae (one of the brightest Mireids in the night sky and among the first to be discovered in this class); the star U Hydrae, a red giant 530 light years away from Earth; the χ2 Hydrae, one of the brightest in the constellation; the KW Hydrae, invisible, however, to the naked eye.
Among the other stars, 2M1207 is worth mentioning, a brown dwarf in whose orbit the first exoplanet, 2M1207b, was observed.

The constellation also features some non-stellar objects of some importance, including:

  • The M48 star cluster, located 1500 light years from the solar system, whose difficult identification, however, reveals an even greater extension (considering the perspective) of the full Moon in the night sky.
  • The planetary nebula NGC 3242, one of the brightest visible, has the shape of a bluish disk which has earned it the nickname Ghost of Jupiter.
  • The M83 Galaxy, spiral-shaped and very bright, since it faces the observer head-on: its arms are clearly visible with a telescope.

Mythology of the constellation Hydra

The constellation Hydra is one of the oldest. In fact, there is evidence that already in Mesopotamia, around 1200 BC, celestial observers had known the Hydra, identifying it with the water serpent Tiamat, who was killed by the God Marduk during the Great War of the Gods. The serpent, however, is also known in China, albeit in its association with the Dragon.

Tuttavia, le principali leggende che hanno riferimento nella costellazione Hydra sono quelle appartenenti alla mitologia greca. Il mito più noto è quello delle Fatiche di Ercole, tra le quali compare il compito di uccidere una creatura mostruosa, dotata di molte teste. L’Idra era figlia del mostro Tefeo e di Echidna, e viveva nella palude posta vicino alla città di Lerna e da questa dimora procedeva a invadere le pianure vicine per divorare il bestiame: si dice che il suo alito e l’odore che emanava fossero in grado di uccidere con grande sofferenza chiunque ne venisse in contatto.

Ercole, dopo aver stanato la bestia dal suo nascondiglio, fallì nel tentativo di abbattere le nove teste dell’Idra, dal momento che queste ricrescevano grazie al capo centrale, che era immortale. Durante l’attacco, un granchio attaccò il piede di Eracle, ma questi lo uccise schiacciandolo (il granchio è ricordato nella vicina costellazione del Cancro). Successivamente, con l’aiuto di Iolao, che dava fuoco alle teste non appena Ercole le mozzava, l’eroe riuscì a staccare anche la testa centrale del mostro, squartando infine il suo corpo.

Altra leggenda che viene associata alla costellazione dell’Idra è quella del Corvo e del Cratere (due costellazioni prossime all’Idra): il dio Apollo mandò un corvo a prendere dell’acqua con una tazza (cratere, in greco), ma questi si attardò a mangiare fichi; per scusarsi del ritardo, il corvo incolpò l’Idra, accusandola di aver ostruito l’accesso alla sorgente. Consapevole della menzogna, il Dio punì il corvo ponendolo in cielo esattamente in modo che l’Idra gli impedisse di bere dalla tazza per l’eternità (infatti l’Idra separa le due costellazioni, poste rispettivamente a destra e a sinistra del serpente).

Caratteristiche e osservazione: osservare Idra

Le costellazioni del Corvo e del Cratere, poste sul dorso dell’Idra, su ispirazione del mito cui si è prima fatto cenno, hanno indotto gli osservatori a sezionare la costellazione in più parti differenti. Così, sulla base della proposta dell’astronomo John Flamsteed (1646-1719), si distinguono dalla testa alla coda quattro parti: Hydra, Hydra et Crater, Hydra et Corvus, e Continuazione Hydra.

Nella sua interezza, la figura dell’Idra è quella di un serpente d’acqua. Essa viene usata come corrispettivo al femminile della costellazione dell’Hydrys, presente nell’emisfero australe.

Si tratta della costellazione più grande del cielo. La sua posizione ne rende molto semplice l’individuazione: la testa, infatti, si trova presso la stella Regolo (appartenente alla costellazione del Leone) ed è compresa tra Leone, Cancro e Vergine; la coda, invece, oscilla verso l’emisfero australe, in prossimità delle costellazioni della Bilancia e del Centauro.
Nonostante le sue dimensioni, l’osservazione della costellazione è resa difficile dalla scarsa luminosità delle stelle che la compongono: se si eccettua Alphard (prossima al Leone), che costituisce il corpo centrale del serpente, e le stelle della testa (poste a sud del Cancro), che formano una sorta di pentagono deformato, gran parte della costellazione si trova in aree buie.

Nonostante la costellazione attraversi l’equatore, avendo la testa nell’emisfero boreale e la coda in quello australe, trattandosi di una costellazione equatoriale, l’Hydra è visibile ad ogni latitudine: tuttavia, dal momento che la gran parte del copro dell’Idra si trova nell’emisfero meridionale, l’osservatore italiano la troverà sempre piuttosto bassa all’orizzonte; viceversa, dall’emisfero australe migliora la percezione dell’intera figura, ad eccezione della testa, posta oltre l’equatore.
Il periodo migliore per l’osservazione è compreso tra i mesi di marzo e giugno, quando è visibile nella sua interezza.