Costellazione Cane Minore, stelle principali e mitologia

05 Lug 2017

costellazione del Cane Minore

La costellazione del Cane Minore (detta Canis Minor) non ha grande rilevanza astronomica, essendo un agglomerato di stelle piuttosto ridotto, composto da un numero esigui do corpi celesti e nemmeno considerato particolarmente significativo. Nonostante queste premesse, tale costellazione è conosciuta e ricercata nel cielo a occhio nudo, la cui vista è alla ricerca della sua stella principale chiamata Procione, facilmente individuabile grazie alla sua luminosità e brillantezza che la collocano tra i dieci astri più luminosi in assoluto dell'intera volta celeste.

Le caratteristiche e la visibilità della costellazione del Cane Minore

Inoltre la posizione astronomica è in una zona piuttosto buia in quanto povera di corpi luminosi. Il nome Procione ha solo assonanza con l’animale, ma nulla ha a che vedere con esso. In questa accezione astronomica la nomenclatura deriva dai tempi antichi e significa prima del cane, dato che si trova nella costellazione del Cane Minore che viene prima del Cane Maggiore (e quindi di Sirio). Procione sorge in pratica prima di Sirio.
Il Cane Minore è facilmente individuabile nell’emisfero boreale e quindi anche dall’Italia, puntando lo sguardo in direzione dell’orizzonte durante il periodo invernale, nei mesi che vanno da novembre a marzo percorrendo la volta celeste da est a sud, già a partire dalle ore 21 circa, mentre passa ad ovest, sempre in posizione bassa, nel periodo di fine primavera e inizio estate. Intorno al 20 gennaio la stella Procione è in posizione opposta al Sole, ma il periodo più favorevole per individuare l’intera costellazione Canis Minor nel cielo è il mese di febbraio.

Le stelle principali della costellazione del Cane Minore

La costellazione del Cane Minore non conta molte stelle e Procione (chiamata anche α CMi) è quella principale, più prossima alla terra, con la conseguenza di essere maggiormente visibile. Procione, grande il doppio del Sole ma 7 volte più luminosa, è in realtà una stella doppia (o binaria) data la presenza accanto di una nana bianca di magnitudine 11 che si trova anch’essa abbastanza ravvicinata alla Terra.
Un’altra stella degna di menzione, seppure non molto grande, è Luyten’s Star, di magnitudine 10 e classe M3, situata a 12 anni luce dal nostro pianeta, distanza piuttosto ravvicinata. Queste due stelle sono molto vicine tra loro ( soltanto 1 anno luce) e hanno la particolarità di trovarsi alla medesima distanza dal Sole.
Se Procione è Alfa CMi e si chiama così perchè sorge prima del cane, la stella Β Cmi è nominata Gomesia perchè, secondo la nomenclatura antica, ha gli occhi offuscati dal pianto, ma si trova ad una distanza 12 volte superiore alla Terra rispetto ad α CMi.
Una stella che può essere scorta solo in caso di cielo privo di inquinamento luminoso è la Gamma Canis Minor (γCMi), di magnitudine 4,3, è una gigante arancione posizionata nelle vicinanze dell’equatore celeste e quindi ben visibile da diverse parti della Terra.
Nella costellazione vi sono due stelle che appaiono molto grandi, più di altre: la prima è chiamata Eta CMi (ε CMi) ed appartiene alle giganti gialle viste anche le dimensioni pari a circa 48 volte la grandezza del sole, la seconda invece porta il nome di 6 CMi leggermente più piccola della precedente.

Mitologia

La mitologia riguardante la costellazione del Cane Minore indica, in una delle sue versioni, come questa possa essere, insieme al Cane Maggiore, uno degli animali che componevano la muta da caccia di Orione.
Ma la mitologia porta più varianti e per tale motivo il Cane Minore è visto anche come uno dei cani di Icaro. Dall’antica Grecia arriva infatti questa teoria mitologica che determina il Canis Minor in Mera, nome del cane di Icaro. Quest’uomo fu insignito dal dio Dionisio dell’arte di produrre il vino, ma venne ucciso da alcuni pastori i quali, bevendolo senza misura fino a ubriacarsi, credevano fosse veleno. Il cane corse dalla figlia Erigone e la condusse a forza nel luogo del delitto: presi dal forte dolore per la morte di Icaro, si suicidarono e il dio Zeus, capo degli dei, volle posizionare le loro immagini tra le stelle del cielo. Così la costellazione di Boote divenne Icaro, la figlia si identifica con la costellazione della Vergine, mentre Mera, il cane, è diventato Canis Minor.
Il popolo capì di aver errato nell’uccidere Icaro e quindi i pastori colpevoli cambiarono luogo e fuggirono sull’isola di Cea, ma la stella Procione, forte della sua luce, li perseguitò e li uccise tramite essiccazione, bruciando in realtà i loro corpi lentamente. Tale stella era in effetti molto luminosa ed estremamente calda, cosicchè molti temettero altre carestie e pestilenze nei periodi futuri. Per questo motivo, al sorgere di Procione, la tradizione vuole far coincidere il periodo con l’inizio dell’estate, ossia la stagione più calda. Gli abitanti dell’isola su cui erano fuggiti gli uccisori di Icaro sono soliti offrire sacrifici agli dei dell’Olimpo per fare in modo che al sorgere della stella l’estate non risulti particolarmente calda e difficile e pregano gli dei di soffiare su Procione al fine di alleviare il calore da lei emanato sulla Terra.