Costellazione Cane Maggiore, stelle principali e mitologia

23 Lug 2017

costellazione del Cane Maggiore

Le principali stelle che formano questa meravigliosa costellazione sono quattro, a cominciare da Sirio, l'astro più vicino al Sole, facilmente riconoscibile perché risulta essere molto luminoso a causa della sua vicinanza; è facile scorgerlo nelle notti invernali ed è visibile da qualsiasi punto del nostro pianeta.

Stelle principali: Quando vederle

Sirio è conosciuto sin dalle epoche più remote della storia dell’umanità: il suo nome deriva dal greco e significava splendente.
Sirio è più facilmente accostato alla Cintura di Orione e in pochi sanno che è la stella principale anche di questa costellazione poco conosciuta dai più; spesso viene scambiata per un U.F.O. o un aereo perché dà l’impressione di spostarsi, a causa della forte luce emanata.
In seconda posizione si trova la stella Mirzam, ovvero l’Araldo perchè è la prima che si scorge quando si leva la costellazione, precedendo la più grande Sirio; questa è una stella blu dalla luminosità molto potente ma è nettamente più distante sia da Sirio che dal Sole, per questo appare meno luminescente rispetto alla prima.
Subito dopo si può scorgere Adhara, una luminosissima supergigante blu che sprigiona una forte energia: il suo nome deriva dall’arabo e significa le vergini ed è abbastanza visibile dall’emisfero boreale, in particolar modo d’inverno.
La quarta stella, infine, è Wezen, osservabile da tutta la Terra: si tratta di una supergigante bianco-gialla.
La costellazione del Cane Maggiore inizia a potersi vedere a Sud Est intorno alle nove di sera, durante il periodo di Natale: la si può seguire sera dopo sera, sempre nello stesso orario, fino alla fine di aprile.

Altre stelle della costellazione Cane Maggiore

Tra le altre stelle che compongono la costellazione si trovano (e si possono vedere) Muliphen, dal significato di oscuro, Furud, la coppia denominata le solitarie, Aludra, cioè la vergine, Menkelb Prior, Menkelb Posterior e Thanih al Adzari; assieme alle altre compongono la figura stilizzata di una cane in piedi sulle due zampe: Sirio è posta sul petto e unita con delle linee immaginarie alle altre (Mirzam, Adhara e le altre) queste formano la figura completa di testa, zampe e coda visibile sia ad occhio nudo che al telescopio, una volta individuata la principale.

Mitologia: L’origine del mito

La costellazione viene idealmente disegnata così perché sembra raffigurare una cane che sta appresso ad Orione (alla cintura di Orione) a caccia della lepre, la cui costellazione si trova ai piedi del mitico eroe.
Il mito racconta che la costellazione rappresenta Lelapo, il cane velocissimo a cui nessuna preda riusciva a sfuggire e che ebbe molti proprietari: secondo le fonti, il cane sarebbe stato un dono di Zeus o di Artemide (più verosimile in quanto questa era la dea della caccia) ad Europa. Il racconto prosegue con la descrizione della caccia che Lelapo diede ad una volpe che stava distruggendo le campagne della Beozia, nella Grecia Settentrionale, anch’essa velocissima: data la parità della situazione Zeus decise allora di tramutare entrambe le bestie e di sistemare Lelapo nella volta celeste, da cui nacque la costellazione del Cane Maggiore.
Altre fonti riportano che Lelapo avesse ucciso una lepre che stava devastando l’isola di Creta. Il cane fu regalato da Zeus ad Europa, la quale poi lo regalò a Minosse, che lo regalò a sua volta alla figlia Euriale. Questa, infine, lo donò al figlio Orione, assieme a Maera, il cane per le prede più piccole e che sarebbe rappresentato a sua volta dalla costellazione del Cane Minore, poco distante da quella di Lelapo.

Antiche credenze

Gli antichi associavano la vista di Sirio e dunque della sua costellazione al periodo più caldo dell’anno: il calore era così intenso che rovinava i raccolti perciò la stella venne ben presto associata ad un infausto presagio; si diceva che quando il cane abbaiasse, allora il calore aumentasse. Proprio da questi fatti deriva la parola italiana canicola.

Particolari sulla costellazione del Cane Maggiore

Sirio tra le antiche popolazioni

Uno degli aspetti più sorprendenti di questa costellazione è che la sua stella principale può essere osservata anche in pieno giorno su un’altitudine priva di inquinamento luminoso, con un telescopio di media qualità.
Sirio è stato sin dall’antichità una delle stelle più venerate a causa della sua forte luce ma un altro aspetto molto curioso riguarda il fatto che è altrettanto antica l’associazione di questa stella col cane, infatti per i Caldei Sirio era la stella cane che apriva il cammino; anche per i babilonesi rappresentava la stella del cane mentre per i cinesi questa era identificata con il lupo celeste.

Oggetti galattici e ammassi aperti

il Cane Maggiore comprende una porzione di cielo vicina alla Via Lattea, la galassia di cui fa parte anche il sistema solare e si possono quindi scorgere entro i suoi confini svariati oggetti galattici. Al suo interno, per esempio, si trovano due ammassi aperti bellissimi e facilmente osservabili anche con telescopi non professionali, denominati M41 e NGC 2362: M41 è un ammasso che comprende un centinaio di stelle ben visibili mentre il secondo ne comprende circa la metà e probabilmente ne fa parte anche la stella Tau; per scorgere NGC 2362 è necessario armarsi di telescopio e posizionarsi in una zona priva si inquinamento luminoso.