Il mistero dei campi magnetici negli esopianeti

- 03 Dic 2014

From the OSR Blog

Difficile trovare un argomento più interessante, più misterioso. Davvero possiamo ritenere che siano finalmente svelati i segreti dei campi magnetici degli esopianeti?

Sul moto degli atomi, sono stati scritti fiumi e fiumi di libri, sono stati effettuati milioni di esperimenti, ma nessuna delle teorie formulate è stata mai finora accettata.

Nonostante tutto l’entusiasmo e tutti gli sforzi profusi, tale fenomeno sembra essere destinato a rimanere segreto. O meglio, sembrava. Perché pochi giorni fa abbiamo assistito ad un evento di straordinaria grandezza: forse si può misurare l’intensità del campo magnetico di un pianeta extrasolare, nonostante sia talmente lontano da non essere osservabile neppure con il più potente dei telescopi finora in nostro uso.

La notizia, a dir poco incredibile, trova la sua fonte in uno studio condotto da alcuni scienziati dell’Austrian Academy of Sciences.  Scopriamone insieme i dettagli.

L’evoluzione nello studio dei sistemi solari

Sono trascorsi decenni dalla scoperta del primo pianeta all’esterno del sistema solare: se fino a qualche tempo fa era assurdo solo immaginare di poter esplorare e studiare tali oggetti, anche solo a qualche raggio di distanza, se la scoperta di anche uno solo degli esopianeti avrebbe fatto il giro del mondo, oggi gli scienziati sono addirittura in grado di scoprire ed analizzare la composizione delle loro atmosfere, le loro caratteristiche –prima fra tutte il campo magnetico–  e finanche il loro clima.

Questo non significa che oggi tutto sia concesso: i campi magnetici ad esempio, come noto, non possono essere osservati direttamente, ma essi destano da sempre una curiosità irrefrenabile, anche  a motivo del loro ruolo essenziale che rivestono per la Terra, la quale, unitamente a molti altri pianeti, si vede protetta per il loro tramite dal flusso di particelle cariche provenienti dalle stelle presenti nella propria orbita.

Ma ecco, gli studiosi, nonostante impediti, non si sono arresi, ed hanno pensato di condurre i propri studi su modelli a 3D: lo scopo è quello di cercare di analizzare il moto degli atomi di idrogeno ionizzato che, ad altissima velocità, si allontanano via via dal pianeta.

L’evoluzione nello studio dei sistemi solari sembra non conoscere limiti, lo sanno bene i membri delle più note agenzie spaziali, prima fra tutte la Space Research Institute.

Ma cosa sono gli esopianeti?

Visto che l’interesse nutrito dagli scienziati sembra proprio non poter trovare deterrenti, sarà bene sapere cosa esattamente siano gli esopianeti. Trattasi di pianeti presenti fuori dal nostro sistema solare e la cui esistenza in astronomia è stata dimostrata per la prima volta solo nel 1995.

L’interesse nutrito pergli esopianeti sembra non essere destinato a tacere ed anzi, esso appare alimentarsi sempre di più da quando  è stato scoperto un pianeta gioviano più grande di giove del ben 40% e con una massa pari al 70% rispetto a quella del citato pianeta.

Gli scienziati, che non perdono occasione per alimentare i loro fervidi studi, hanno ben pensato di applicare tale modello a Osiride (detto anche Osiris), che orbita attorno ad una stella, proprio come fa il Sole.

Il risultato è straordinario: il team ha scoperto che i venti stellari si stanno silenziosamente propagando nello spazio ad una velocità di 1.44 milioni di chilometri orari e che l’intensità del campo magnetico del pianeta risulta pari circa al 10% rispetto a quella di Giove.

Chi un tempo avrebbe mai immaginato che saremmo arrivati a tanto. Se i nostri scienziati sono arrivati a studiare la magnotesfera non solo terrestre, ma anche gioviana  e di Mercurio, se sono giunti a scoprire la presenza, ad oggi, di centinaia di esopianeti, se tutto questo sta accadendo beh, dobbiamo davvero pensare che non vi sono limiti alle potenzialità della conoscenza e della volontà umane.

Ti piacerebbe vivere un’esperienza edificante, magica? Vorresti vivere in prima persona l’esperienza dello spazio, da vicino? Racconta la tua con un commento!

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