{"id":8417,"date":"2015-05-07T07:18:53","date_gmt":"2015-05-07T05:18:53","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/it\/?p=8417"},"modified":"2024-08-05T12:19:34","modified_gmt":"2024-08-05T10:19:34","slug":"scoperta-super-ammasso-stelle-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/scoperta-super-ammasso-stelle-giovani\/","title":{"rendered":"La scoperta del super-ammasso di stelle giovani"},"content":{"rendered":"
La notizia si deve allo studio di un gruppo di ricercatori francesi<\/strong> dell’istituto Service d’Astrophysique-Laboratoire Aim del Cea-Irfu diretto dall’italiana Anita Zanella, che vede la collaborazione di altri centri internazionali, tra i quali anche il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Universit\u00e0 di Bologna.<\/strong> Ci si \u00e8 avvalsi dei dati forniti dal telescopio Hubble che riesce a carpire la debole luminosit\u00e0 delle galassie pi\u00f9 lontane; gli studiosi hanno cos\u00ec individuato le tracce di un ammasso di stelle molto esteso formato da stelle cos\u00ec giovani che si pensava non sopravvivessero.<\/p>\n I risultati forniscono ulteriori informazioni sulla formazione delle stelle nelle galassie e precisamente si \u00e8 dimostrato come questi astri sopravvivano all’azione distruttrice di venti stellari<\/strong> e supernovae,<\/strong> contrariamente a quanto si credeva. Nel corso del loro ciclo vitale queste stelle potrebbero migrare verso le regioni interne delle galassie contribuendo alla massa totale del nucleo e all’allargamento dei buchi neri.<\/strong><\/p>\n Nonostante la loro giovane et\u00e0, l’ammasso che \u00e8 stato studiato non aveva avuto il tempo di evolvere adeguamente affinch\u00e8 fosse osservato; solo la combustione del gas ionizzato ha reso possibile “l’accensione” di queste regioni. L’associazione dell’emissione da gas ionizzato con il gruppo di stelle giovani \u00e8 stata possibile anche grazie all’esclusione di processi alternativi, come i buchi neri presenti in tutte le galassie, i quali avrebbero potuto spiegare questa emissione. In seguito, sono state eseguite delle osservazioni in banda X con il satellite spaziale Chandra, analizzate da Cristian Vignali, professore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Universit\u00e0 di Bologna e Inaf-Osservatorio Astronomico di Bologna, che hanno permesso di escludere che si trattasse di un buco nero in fase attiva il responsabile delle emissioni.<\/p>\n Quello che si propone per il futuro \u00e8 di aumentare le osservazioni di questi ammassi stellari e capire in maniera pi\u00f9 dettagliata il loro ruolo nell’evoluzione delle galassie.<\/p>\n Ci\u00f2 comporter\u00e0 una determinazione ancora pi\u00f9 precisa delle loro propriet\u00e0 fisiche tra le quali la massa dinamica. Lo studio comporter\u00e0 l’impiego di nuovi mezzi osservativi tra i quali una rete di antenne Alma (Atacama Large Millimeter Array)<\/strong> che verranno poste nel Nord del Cile ed il lancio di un telescopio spaziale Jwst (James Webb Space Telescope),<\/strong> il cui lancio \u00e8 previsto entro la fine del 2018.<\/p>\n L’ammasso \u00e8 ubicato in una galassia a distanza di 11 miliardi di anni luce dalla Terra,<\/strong> contiene gas nell’ordine di un miliardo di volte la massa del Sole e la sua estensione \u00e8 di circa tremila anni luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" La notizia si deve allo studio di un gruppo di ricercatori francesi dell’istituto Service d’Astrophysique-Laboratoire Aim del Cea-Irfu diretto dall’italiana Anita Zanella, che vede la collaborazione di altri centri internazionali, tra i quali anche il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Universit\u00e0 di Bologna. Ci si \u00e8 avvalsi dei dati forniti dal telescopio Hubble che riesce […]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[184],"tags":[],"class_list":["post-8417","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astronomia"],"acf":[],"yoast_head":"\nLo studio degli ammassi stellari<\/h2>\n