{"id":8152,"date":"2015-10-27T11:18:38","date_gmt":"2015-10-27T09:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/it\/?p=8152"},"modified":"2024-07-11T10:28:11","modified_gmt":"2024-07-11T08:28:11","slug":"fontane-fuoco-lunari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/fontane-fuoco-lunari\/","title":{"rendered":"Fontane di fuoco lunari: ecco i risultati delle analisi di NanoSIMS"},"content":{"rendered":"
I piccoli granelli di vetro vulcanico reperiti sulla\u00a0Luna\u00a0durante le<\/strong>\u00a0missioni Apollo<\/strong> parlano chiaro: sembra proprio che in passato sulla superficie della Luna abbiano avuto luogo delle eruzioni vulcaniche, anche abbastanza notevoli, con alti zampilli di lava. Un team di straordinari scienziati della Carnegie Institution for Science<\/strong>\u00a0e della Brown University<\/strong>\u00a0avrebbero trovato la causa che ha dato origine a queste eruzioni: il gas volatile.<\/p>\n Le fontane di fuoco rappresentano dei fenomeni spesso ricorrenti<\/strong>, anche sul nostro pianeta: pensiamo a quelle che spesso danno manifestazione di s\u00e9 nella zona delle Hawaii, che richiedono, appunto, per generare l\u2019innesco, la presenza di\u00a0composti volatili\u00a0i quali, mescolati alla lava in eruzione, si trasformerebbero in gas.<\/p>\n L\u2019espansione del gas in questione darebbe origine ad un movimento molto intenso che andrebbe a spingere la lava in fuoriuscita.<\/p>\n Tutte le questioni inerenti il possibile scatenarsi sulla Luna di fenomeni eruttivi erano, prima delle missioni\u00a0Apollo 15\u00a0e\u00a0Apollo 17<\/strong>, destinate a rimanere inevase, perch\u00e9 non si era riusciti in alcun modo a scoprire quale gas avesse potuto produrre questo tipo di eruzioni sulla Luna, atteso che il gas in questione era oramai completamente esaurito.<\/p>\n I famosi frammenti recuperati dalla Luna<\/strong> sono stati sottoposti ad un esame particolarmente approfondito: la spettroscopia di massa di ioni secondari.<\/p>\n Trattasi di una tecnica peculiare che consiste nel bombardare un frammento di terra con un fascio di ioni allo scopo di analizzarne le sostanze ivi presenti.<\/p>\n Le inclusioni di magma disciolti nei frammenti, nello specifico nei cristalli di olivina dei campioni, hanno rivelato concentrazioni di carbonio addirittura tra le 44 e le 64 parti per milione.<\/p>\n Secondo gli scienziati sarebbe stato proprio il carbonio<\/strong>, in combinazione con l’ossigeno, a formare il monossido di carbonio, innescando per primo il processo.<\/p>\n La ricerca ha dello straordinario, gi\u00e0 il solo far riferimento a fontane di fuoco lunari<\/strong> lascia tutti, studiosi compresi, affascinati.<\/p>\n Per molti, troppi anni, si \u00e8 sempre creduto che nella Luna fossero assolutamente assenti sostanze volatili quali l\u2019idrogeno ed il carbonio<\/strong>. Complice il rilevamento di campioni lunari prima e l\u2019avvenuta scoperta della presenza di acqua nei granelli vulcanici lunari dopo, nonch\u00e9 la scoperta di zolfo, cloro e fluoro, \u00e8 emerso che la Luna non \u00e8 stata mai completamente priva di sostanze volatili come invece si pensava, appunto, prima delle missioni<\/strong> Apollo 15\u00a0e\u00a0Apollo 17 <\/strong>sulla Luna.<\/p>\n In effetti, a ben vedere, prima di allora nessuna di queste sostanze aveva fatto mai emergere elementi di compatibilit\u00e0 con le fontane di fuoco<\/strong>.<\/p>\n Oggi, invece, possiamo arrivare a concludere, cos\u00ec come suggerito dalla lettura delle digressioni contenute nella rivista\u00a0Nature Geoscience<\/em>, che appunto vi siano state sulla Luna non solo fontane di fuoco, ma anche lava, contenente notevoli quantit\u00e0 di\u00a0carbonio<\/strong>. Nella sua attivit\u00e0 di risalita dalle profondit\u00e0 lunari, il carbonio si sarebbe unito all\u2019ossigeno, generando in tal modo notevoli quantit\u00e0 di monossido di carbonio, il principale responsabile appunto della formazione di fontane di fuoco lunari.<\/strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n Dalle ricerche test\u00e9 descritte emergerebbe dunque che i serbatoi geologici di sostanze volatili della Terra e della Luna abbiano un’origine comune. Cosa ci autorizza a trarre questa conclusione \u00e8 il fatto che la composizione e le\u00a0quantit\u00e0 di carbonio emerse nelle inclusioni vetrose, sottoposte all\u2019analisi successive alle missioni\u00a0Apollo 15\u00a0e\u00a0Apollo 17<\/strong>, siano molto simili a quelle che caratterizzano i basalti ceruttati presenti nelle profondit\u00e0 marine e che percorrono le dorsali oceaniche della Terra.<\/p>\n Il carbonio, reperito nei frammenti lunari, \u00e8 essenziale per la vita di ogni pianeta e, pi\u00f9 in generale, per l\u2019attivazione del ciclo biogeochimico, il ciclo appunto\u00a0attraverso il quale il carbonio viene scambiato tra la\u00a0geosfera<\/strong>, l\u2019idrosfera e la biosfera: questo \u00e8 esattamente quello che accade sulla Terra.<\/p>\n Tutte queste \u201cporzioni\u201d di Terra coinvolte in questo ciclo altro non sono che riserve di carbonio, anche note come carbon sinks.<\/p>\n Il ciclo del carbonio \u00e8, infatti, solitamente inteso come interscambio dinamico<\/strong>, mente a contenere maggiore riserva di carbonio sarebbe proprio la crosta terrestre.<\/p>\n Le dinamiche di interscambio sono legate a processi squisitamente chimici, fisici, ma anche geologici e biologici. Fino a qualche tempo fa erano state portate avanti delle tesi, relegate sul piano di mere intuizioni, in base alle quali anche altri corpi celesti si supponeva potessero avere un ciclo del carbonio, ma esistevano, appunto, pochissime informazioni al riguardo.<\/p>\n La scoperta delle grandi fontane di fuoco lunari<\/strong> e, nello specifico, dei carbonio intrappolato all\u2019interno dei relativi frammenti,\u00a0\u00e8 stata in grado di\u00a0fornire importanti informazioni sui processi alla base della vita e della formazione della Luna<\/strong>.<\/p>\n Si tratta degli stessi gas atmosferici che, nella nostra Terra, sono mescolati nel mantello, ma anche dentro l\u2019interno della stessa e che, appunto, nel nostro pianeta, seguono il processo chiamato \u201csubduzione\u201d, ossia quel processo che vede le placche tettoniche scontrarsi nelle zone di subduzione.<\/p>\n I risultati di tale studio condotto in seno ai frammenti lunari \u00e8 un nuovo attestato di speranza e di fiducia nei confronti degli strumenti oggi a nostra disposizione, di apprezzabile e lodevole valore, una ulteriore dimostrazione di come una semplice analisi dei componenti in essi presenti possa rivelarsi strategica al fine di risalire alla storia della vita di questo straordinario nostro satellite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Fontane di fuoco lunari: tutta colpa del gas volatile I piccoli granelli di vetro vulcanico reperiti sulla\u00a0Luna\u00a0durante le\u00a0missioni Apollo parlano chiaro: sembra proprio che in passato sulla superficie della Luna abbiano avuto luogo delle eruzioni vulcaniche, anche abbastanza notevoli, con alti zampilli di lava. 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Quali conclusioni si possono trarre dalla ricerca<\/strong><\/h2>\n
Origini comuni con i serbatoi geologici della Terra<\/strong><\/h2>\n