{"id":495879,"date":"2025-06-22T12:40:24","date_gmt":"2025-06-22T10:40:24","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/?p=495879"},"modified":"2025-04-23T12:45:29","modified_gmt":"2025-04-23T10:45:29","slug":"alla-conquista-di-marte-lavventura-dellumanita-sul-pianeta-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/alla-conquista-di-marte-lavventura-dellumanita-sul-pianeta-rosso\/","title":{"rendered":"Alla conquista di Marte: l\u2019avventura dell\u2019umanit\u00e0 sul Pianeta Rosso"},"content":{"rendered":"
Ti sei mai chiesto quanto tempo ci vorrebbe per arrivare su Marte? Beh, dipende. La distanza fra la Terra e Marte varia continuamente perch\u00e9 entrambi i pianeti si muovono intorno al Sole. Quando sono pi\u00f9 vicini, Marte si trova a circa 55 milioni di chilometri<\/strong> da noi. Quando sono pi\u00f9 lontani, si arriva fino a 400 milioni di chilometri<\/strong>! Per darti un’idea, con la tecnologia attuale una sonda impiega tra 6 e 9 mesi<\/strong> per raggiungere il Pianeta Rosso<\/a>. Un bel viaggetto, insomma!<\/p>\n Questa variazione della distanza implica che ci siano momenti migliori di altri per lanciare una missione su Marte. Gli scienziati chiamano questi momenti le “finestra di lancio”, e si verificano ogni 26 mesi, quando i due pianeti sono pi\u00f9 vicini l\u2019uno all\u2019altro nel loro moto orbitale. Questo permette di risparmiare tempo e risorse energetiche. E non \u00e8 un caso che le missioni pi\u00f9 significative siano state lanciate in questi periodi strategici.<\/p>\n L’ossessione per Marte \u00e8 iniziata negli anni \u201860, durante la corsa allo spazio tra USA e URSS. I primi tentativi, per\u00f2, furono un disastro. Le sonde sovietiche Mars 1, 2 e 3<\/strong> non ebbero grande fortuna, anche se Mars 3<\/strong> riusc\u00ec almeno ad atterrare nel 1971 (peccato che smise di funzionare dopo pochi secondi). Gli americani non se la passarono molto meglio, ma nel 1976 la NASA ottenne un successo incredibile con Viking 1 e Viking 2<\/strong>, le prime sonde a inviare immagini dettagliate dalla superficie marziana.<\/p>\n La missione Viking<\/strong> fu un passo importante perch\u00e9 riusc\u00ec a ottenere immagini ad alta risoluzione e a misurare la temperatura e la composizione dell\u2019atmosfera marziana. Inoltre, Viking tent\u00f2 di rispondere alla domanda fondamentale: c\u2019era vita su Marte<\/a>? I risultati furono inconcludenti, ma la missione segn\u00f2 un punto di partenza per le future esplorazioni del pianeta rosso.<\/p>\n Nel frattempo, le missioni spaziali sovietiche come Mars 3<\/strong> non furono molto fortunate, ma diedero comunque importanti spunti scientifici. La competizione tra le superpotenze durante la guerra fredda contribu\u00ec a spingere verso scoperte e innovazioni tecnologiche che hanno poi beneficiato tutte le missioni successive.<\/p>\n Negli anni \u201890, la NASA decise che era il momento di mandare qualcosa di pi\u00f9 di una semplice sonda statica. E cos\u00ec, nel 1997, arriv\u00f2 Sojourner<\/strong>, il primo rover su Marte, grande pi\u00f9 o meno come un microonde. Fu un esperimento riuscito e spian\u00f2 la strada ai giganti che sarebbero venuti dopo: Spirit e Opportunity<\/strong> (2004), Curiosity<\/strong> (2012) e Perseverance<\/strong> (2021). Ognuno di questi rover ha cambiato il nostro modo di vedere Marte.<\/p>\n Nel caso di Spirit e Opportunity<\/strong>, queste due missioni furono incredibilmente longeve, superando le aspettative di durata e fornendo tantissime informazioni scientifiche. Opportunity, ad esempio, continu\u00f2 a funzionare per ben 14 anni, ben oltre la sua durata prevista, raccogliendo dati che hanno permesso di comprendere meglio la geologia marziana. Il rover fu in grado di identificare minerali che si formano in ambienti ricchi di acqua, fornendo prove indirette che un tempo Marte fosse pi\u00f9 umido e potenzialmente abitabile.<\/p>\n Questa \u00e8 la domanda delle domande. Finora non abbiamo trovato prove dirette di vita, ma ci sono indizi interessanti. Marte una volta aveva acqua<\/a>, oceani e fiumi e un’atmosfera pi\u00f9 densa. Se la vita fosse mai esistita, probabilmente sarebbe stata simile ai batteri terrestri. Alcuni scienziati credono che tracce di antichi microbi potrebbero essere sepolte sotto la superficie, motivo per cui le missioni attuali stanno cercando di scavare pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n La possibilit\u00e0 che Marte abbia ospitato vita in passato dipende anche dalle condizioni ambientali che il pianeta ha sperimentato nel corso della sua storia. Oggi Marte \u00e8 un deserto gelido e privo di atmosfera, ma milioni di anni fa potrebbe essere stato un luogo completamente diverso. Con l’aiuto di missioni come Curiosity<\/strong> e Perseverance<\/strong>, che esplorano vari crateri marziani, gli scienziati sperano di trovare tracce di quella che potrebbe essere stata una biosfera primitiva.<\/p>\n Marte non \u00e8 solo polvere rossa e crateri. Il pianeta ha vulcani giganteschi come l’Olympus Mons<\/strong>, il pi\u00f9 alto del Sistema Solare, tre volte pi\u00f9 grande dell’Everest. Ci sono canyon enormi come la Valles Marineris<\/strong>, lungo 4000 km (dieci volte il Grand Canyon). Inoltre, le calotte polari marziane contengono ghiaccio, il che potrebbe essere una risorsa fondamentale per future missioni umane.<\/p>\n La geologia marziana racconta una storia di un pianeta che un tempo possedeva acqua liquida in abbondanza, che potrebbe aver scavato fiumi e laghi, ma che successivamente ha subito un drastico cambiamento. Questo ha avuto a che fare con la perdita della sua atmosfera, causata probabilmente da un attacco di radiazioni solari e raggi gamma<\/a> che ha spazzato via i gas che proteggevano la superficie. Studiando questi cambiamenti geologici, possiamo non solo capire la storia di Marte, ma anche trarre lezioni che potrebbero essere applicate alla Terra e alla sua evoluzione climatica.<\/p>\nLe prime missioni: un inizio turbolento<\/h2>\n
<\/strong>Rover su Marte: da Sojourner a Perseverance<\/h3>\n\n
C\u2019\u00e8 stata vita su Marte?<\/h2>\n
<\/strong>La geologia marziana: un pianeta dal passato movimentato<\/h2>\nL’idea della colonizzazione<\/h2>\n