{"id":483929,"date":"2025-03-18T12:21:42","date_gmt":"2025-03-18T10:21:42","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/?p=483929"},"modified":"2025-03-25T12:24:17","modified_gmt":"2025-03-25T10:24:17","slug":"onde-radio-la-base-delle-comunicazioni-senza-fili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/onde-radio-la-base-delle-comunicazioni-senza-fili\/","title":{"rendered":"Onde radio: la base delle comunicazioni senza fili"},"content":{"rendered":"

Cosa si intende per onde radio?<\/h2>\n

Le onde radio sono un tipo di radiazione elettromagnetica<\/a>, cio\u00e8 una forma di energia che si propaga nello spazio sotto forma di onde. Fanno parte dello spettro elettromagnetico, lo stesso che include la luce visibile, i raggi X e le microonde. Tuttavia, a differenza della luce visibile, che puoi percepire con i tuoi occhi, le onde radio sono completamente invisibili e si distinguono per le loro lunghezze d\u2019onda molto pi\u00f9 ampie.
\nQuando si parla di onde radio, ci si riferisce a radiazioni elettromagnetiche con frequenze comprese tra circa 3 Hz e 300 GHz. Questo intervallo incredibilmente vasto \u00e8 ci\u00f2 che rende le onde radio cos\u00ec versatili, permettendo loro di trovare applicazione in una gamma enorme di tecnologie. Dalle trasmissioni radiofoniche tradizionali alle comunicazioni satellitari, dal Wi-Fi al Bluetooth, fino ai segnali utilizzati per la navigazione GPS e il controllo remoto dei droni, le onde radio sono alla base di molte delle tecnologie che usiamo quotidianamente.
\nUna delle caratteristiche fondamentali delle onde radio \u00e8 la loro capacit\u00e0 di propagarsi su lunghe distanze, attraversare alcuni materiali e persino riflettersi nell\u2019atmosfera terrestre. Per esempio, le onde a bassa frequenza, come quelle usate per le trasmissioni AM, possono viaggiare molto lontano e aggirare ostacoli naturali come montagne e edifici. Al contrario, le onde ad altissima frequenza, come quelle del Wi-Fi o del Bluetooth, hanno una portata pi\u00f9 limitata e vengono facilmente bloccate da muri e ostacoli fisici.
\nL\u2019uso delle onde radio nella comunicazione risale agli esperimenti pionieristici di scienziati come Guglielmo Marconi, che alla fine dell\u2019Ottocento dimostr\u00f2 la possibilit\u00e0 di trasmettere segnali senza fili su grandi distanze. Da allora, la tecnologia si \u00e8 evoluta enormemente, e oggi le onde radio sono fondamentali non solo per l\u2019intrattenimento e l\u2019informazione, ma anche per le telecomunicazioni globali, l\u2019esplorazione spaziale e molte applicazioni scientifiche e industriali.
\nScopriamo insieme il mondo invisibile che ti permette di restare connesso con il resto del pianeta!\"onde<\/p>\n

Che differenza c’\u00e8 tra le onde sonore e le onde radio?<\/h2>\n

Questa \u00e8 una delle domande che mandano in confusione molte persone, ed \u00e8 comprensibile: il termine “onda” viene usato per entrambi i fenomeni, ma in realt\u00e0 le onde radio e le onde sonore sono due cose completamente diverse.
\nLe onde sonore sono vibrazioni meccaniche che si propagano attraverso un mezzo materiale, come l\u2019aria, l\u2019acqua o i solidi. Questo significa che per esistere hanno bisogno di un supporto fisico che possa trasmettere le vibrazioni da una particella all\u2019altra. Per esempio, quando parli con qualcuno, la tua voce genera onde di pressione nell\u2019aria che viaggiano fino alle orecchie del tuo interlocutore, facendone vibrare il timpano e permettendogli di percepire il suono. Ma cosa succede nello spazio, dove non c\u2019\u00e8 aria? In assenza di un mezzo in cui propagarsi, il suono semplicemente non pu\u00f2 viaggiare: ecco perch\u00e9 nel vuoto dello spazio non puoi sentire nulla, nemmeno un’esplosione.
\nLe onde radio, invece, sono di tutt\u2019altra natura: fanno parte delle onde elettromagnetiche, che sono oscillazioni di campi elettrici e magnetici che non necessitano di un mezzo per propagarsi. Possono viaggiare perfettamente nel vuoto, ed \u00e8 proprio grazie a questa propriet\u00e0 che possiamo ricevere segnali radio da satelliti in orbita, sonde spaziali o addirittura da galassie lontane. Quando accendi la radio o usi il Wi-Fi, il segnale che ricevi non ha bisogno di aria per trasmettersi: pu\u00f2 viaggiare attraverso lo spazio e attraversare ostacoli in modi molto diversi rispetto al suono, come per esempio nella comunicazione di una
missione spaziale<\/a>.
\nUn\u2019altra differenza fondamentale riguarda la frequenza. Le onde sonore hanno frequenze molto pi\u00f9 basse rispetto alle onde radio. L\u2019orecchio umano pu\u00f2 percepire suoni in un intervallo che va circa da 20 Hz a 20 kHz, mentre le onde radio partono da circa 3 Hz e possono arrivare fino a centinaia di gigahertz. Questo significa che le onde radio possono essere modulabili per trasportare informazioni in modi molto pi\u00f9 complessi rispetto al suono, permettendo la trasmissione di dati, immagini e video su lunghe distanze.
\nInoltre, la velocit\u00e0 di propagazione \u00e8 un\u2019altra grande differenza: le onde sonore viaggiano a velocit\u00e0 molto diverse a seconda del mezzo che attraversano (circa 343 m\/s nell\u2019aria, 1.500 m\/s nell\u2019acqua e ancora pi\u00f9 velocemente nei solidi), mentre le onde radio si muovono sempre alla velocit\u00e0 della luce, ovvero circa 300.000 km\/s nel vuoto. Questo spiega perch\u00e9 le comunicazioni via radio possono avvenire quasi istantaneamente su enormi distanze, mentre il suono ha un ritardo molto pi\u00f9 marcato.
\nIn sintesi, anche se entrambi i fenomeni coinvolgono onde, le differenze tra onde radio e onde sonore sono profonde: una \u00e8 una vibrazione meccanica che ha bisogno di un mezzo per propagarsi, l\u2019altra \u00e8 una radiazione elettromagnetica che pu\u00f2 viaggiare ovunque, persino nel vuoto cosmico. Ecco perch\u00e9 possiamo ricevere segnali da satelliti lontanissimi, ma non potremmo mai sentire un suono nello spazio senza un supporto artificiale come un microfono e un altoparlante per convertirlo in un segnale elettrico.<\/p>\n

https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EV2P9qWT4sk<\/a>