{"id":47171,"date":"2018-09-21T11:00:00","date_gmt":"2018-09-21T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/?p=47171\/"},"modified":"2024-08-05T12:07:38","modified_gmt":"2024-08-05T10:07:38","slug":"costellazione-unicorno-stelle-principali-e-mitologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/costellazioni\/costellazione-unicorno-stelle-principali-e-mitologia\/","title":{"rendered":"Costellazione Unicorno, stelle principali e mitologia"},"content":{"rendered":"
Tutte le altre stelle che la compongono e che sono visibili a occhio nudo hanno invece una magnitudine tra 4 e 5. Oltre a questo c’\u00e8 da tener presente anche la presenza, in una porzione di cielo attigua, di altre tre costellazioni particolarmente luminose, vale a dire il Cane Maggiore a sud, il Cane Minore a nordest e Orione a ovest. Tutto ci\u00f2 contribuisce naturalmente a rendere ancora pi\u00f9 difficile la sua visione senza l’ausilio di strumenti appositi.<\/p>\n
\u00c8 per\u00f2 altrettanto vero che la sua posizione non \u00e8 difficile da individuare nel cielo invernale poich\u00e9 \u00e8 circondata fra tre delle stelle pi\u00f9 luminose dell’asterismo del Triangolo d’Inverno: parliamo di Procione, Betelgeuse e Sirio. Per poterla osservare con pi\u00f9 facilit\u00e0 il periodo migliore \u00e8 quello compreso tra i mesi di dicembre ad aprile: trovandosi a cavallo dell’equatore celeste la costellazione dell’Unicorno \u00e8 visibile da entrambi gli emisferi terrestri.<\/p>\n
La sua osservazione risulta interessante in quanto \u00e8 attraversata dalla Via Lattea. Come detto, sono poche le stelle in grado di renderla particolarmente visibile a occhio nudo; tra queste \u00e8 da segnalare Alpha Monocerotis, una stella di colore arancione distante circa 144 anni luce dalla Terra; Beta Monocerotis, che \u00e8 risultata essere una stella tripla ed Epsilon Monocerotis che \u00e8 una stella doppia.<\/p>\n
La costellazione dell’Unicorno pu\u00f2 definirsi moderna in quanto le sue prime tracce risalgono ad un periodo compreso tra il 1500 e il 1600 d.C. Proprio per questo motivo non viene associata alla mitologia greca. La sua definizione risale al 1613 da parte dello studioso di astronomia danese Petrus Plancius, mentre la sua cartografia \u00e8 da attribuire a Jakob Bartsch, il genero di Keplero, nel 1624.<\/p>\n
Studi successivi, per\u00f2, dimostrerebbero come questa costellazione comparisse gi\u00e0 in alcuni testi risalenti agli antichi Persiani. La scelta dell’Unicorno venne effettuata con l’obiettivo di dare ulteriore importanza alla figura mitologica del cavallo dal corno unico, dotato di poteri sovrannaturali e simbolo di purezza.<\/p>\n
L’Unicorno \u00e8 citato pi\u00f9 volte nei testi biblici e in alcuni casi la sua figura simboleggia quella di Cristo, con il corno che rappresenta la verit\u00e0 custodita nel Vangelo. Le origini dell’animale dal corno unico risalgono ad una regione geografica compresa tra la Cina e l’India. La sua descrizione si trova nel gran libro Li-Ki, affiancata a quelle di altre figure come il Drago, la tartaruga e la fenice. Nei testi la sua immagine \u00e8 per\u00f2 differente da come \u00e8 arrivata fino ai giorni nostri.<\/p>\n
In origine, infatti, aveva le sembianze di un cervo di dimensioni imponenti, con il dorso colorato in cinque diversi colori, con la coda di un bovino e gli zoccoli di un cavallo e, naturalmente con un grande corno in mezzo alla fronte. \u00c8 altamente probabile che l’Unicorno nacque come una mitizzazione del ben pi\u00f9 reale, ma meno elegante, rinoceronte. Risalendo nella notte dei tempi, infine, in Francia, nel sito archeologico di Lascaux, sono state ritrovate delle incisioni risalenti al Paleolitico superiore che ritraggono un animale caratterizzato da un corno sulla testa e dal pelo sotto il muso.<\/p>\n
Pur non essendo particolarmente visibile in cielo, la Costellazione dell’Unicorno assume oggi un’importante rilevanza a causa della porzione di cielo in cui \u00e8 situata. Risiedendo all’interno della Via Lattea, \u00e8 infatti particolarmente ricca di oggetti galattici. Tra i principali elementi di interesse ci sono gli ammassi aperti M50 e NGC2232. Si tratta di due distinti raggruppamenti caratterizzati dalla presenza ravvicinata di stelle appena nate.<\/p>\n
Ma l’elemento che spicca per importanza in questa Costellazione \u00e8 la Nebulosa Rosetta. \u00c8 una nebulosa di dimensioni enormi all’interno della quale \u00e8 presente un altro ammasso aperto: grazie a questa caratteristica \u00e8 possibile definirla come una nebulosa a emissione. Questo significa che le stelle presenti al suo interno emettono il cosiddetto vento solare che carica gli atomi della nebulosa, facendoli reagire con l’emissione di fotoni. Come tutte le nebulose definite molecolari, anche la Nebulosa Rosetta \u00e8 un ambiente all’interno del quale si formano nuove stelle.<\/p>\n
La sua distanza dalla Terra \u00e8 di circa 5200 anni luce, e la sua dimensione dovrebbe aggirarsi sulle 140mila masse solari: si tratta di una dimensione molto elevata e ci\u00f2 consente anche ai normali telescopi amatoriali di poter ammirare facilmente questa nebulosa. La Nebulosa Rosetta non \u00e8 per\u00f2 l’unica presente all’interno della Costellazione dell’Unicorno. Poco pi\u00f9 a nord si incontra infatti la Nebulosa Corno, sovrapposta ad un ammasso aperto.<\/p>\n
Questa \u00e8 un’altra nebulosa particolarmente estesa per dimensioni, ma piuttosto debole e quindi poco visibile. Un’altra Nebulosa presente \u00e8 la Nebulosa Variabile di Hubble, caratterizzata da oscillazioni di luminosit\u00e0 in alcuni archi temporali. Anche questa, come la Nebulosa Cono sono ambienti adatti alla formazione di nuove stelle. Un’ultima curiosit\u00e0, infine, riguarda la nube Sh2-289, che si trova in una regione di spazio piuttosto periferica all’interno della Via Lattea: la sua particolare latitudine galattica \u00e8 un indicatore molto significativo della forma arcuata e non allineata del braccio esterno della spirale che forma la nostra Galassia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Stelle principali e osservazione della costellazione Unicorno Tutte le altre stelle che la compongono e che sono visibili a occhio nudo hanno invece una magnitudine tra 4 e 5. Oltre a questo c’\u00e8 da tener presente anche la presenza, in una porzione di cielo attigua, di altre tre costellazioni particolarmente luminose, vale a dire il […]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[461],"tags":[],"class_list":["post-47171","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-costellazioni"],"acf":[],"yoast_head":"\n