{"id":13328,"date":"2016-01-17T18:38:15","date_gmt":"2016-01-17T16:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/it\/?p=13328"},"modified":"2024-08-05T12:18:06","modified_gmt":"2024-08-05T10:18:06","slug":"la-storia-delle-costellazioni-tutto-quello-che-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/la-storia-delle-costellazioni-tutto-quello-che-ce-da-sapere\/","title":{"rendered":"La storia delle costellazioni, tutto quello che c&#8217;\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Circa 16.000 anni fa, siamo <strong>nell&#8217;era del Paleolitico,<\/strong> l&#8217;uomo aveva gi\u00e0 provveduto a creare un sistema di <strong>costellazioni<\/strong> suddivise in tre gruppi, che volevano rappresentare sostanzialmente le tre parti nelle quali risulterebbe diviso il mondo, ossia: il <strong>Paradiso,<\/strong> la <strong>Terra<\/strong> ed il mondo degli <strong>Inferi.<\/strong> Il sistema constava dei seguenti gruppi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Primo gruppo:<\/strong> era costituito da tutte le costellazioni connesse al mondo superiore, dominate da creatute che popolano l&#8217;aria, vale a dire (Cigno, Aquila, Pegaso, ecc..), le quali apparivano pi\u00f9 alte all&#8217;orizzonte;<\/li>\n<li><strong>Secondo gruppo:<\/strong> rappresentato dalle costellazioni legate alla Terra, (Perseo, Vergine, Serpente ed Orione), che avevano un&#8217;altezza media sull&#8217;orizzonte;<\/li>\n<li><strong>Terzo gruppo:<\/strong> sono le costellazioni del mondo inferiore, dominato prevalentemente da creature acquatiche. Parliamo delle costellazioni dei Pesci, della Balena o della Nave Argo, che si trovano collocate sotto l&#8217;orizzonte.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>I popoli e le civilt\u00e0 dell&#8217;astronomia: studiosi, opere e carte stellari<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime <strong>civilt\u00e0<\/strong> ad aver studiato le costellazioni, osservando la volta celeste, sono state quella dei <strong>Sumeri,<\/strong> il popolo dei <strong>Babilonesi,<\/strong> gli <strong>Assiri,<\/strong> gli<strong> Egizi,<\/strong> i <strong>Caldei,<\/strong> i <strong>Greci<\/strong> ed i <strong>Fenici<\/strong>. I Babilonesi avevano un gruppo di costellazioni che copriva la parte del cielo attraversata dalla Luna, dal Sole e da alcuni pianeti. La fonte di questa scoperta la si deve al ritrovamento di una tavoletta d&#8217;argilla, risalente al 700 a.C., contenente incise una lista di stelle a caratteri cuneiformi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, gli storici hanno scoperto che la cultura che avevano i <strong>Babilonesi<\/strong> riguardo le costellazioni, era stata ereditata dal popolo dei Sumeri, vissuti a partire dal 2000 a.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>Greci,<\/strong> dal canto loro, non hanno inventato o scoperto molto circa le costellazioni, ma il loro lavoro \u00e8 stato comunque prezioso perch\u00e8 procedettero ad un lavoro di raccolta e di verifica delle fonti dei popoli antichi. Omero, ad esempio, esegu\u00ec in alcune delle sue opere, delle descrizioni dettagliate di alcune costellazioni intorno all&#8217;anno <strong>1000 a.C.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, dalle <strong>carte stellari<\/strong> giunte fino ai nostri giorni, si deduce che i veri ideatori o inventori delle costellazioni, si trovavano nelle vicinanze del 36\u00b0 di latitudine nord, ossia a sud della Grecia e a Nord dell&#8217;Egitto. Quindi, se la geografia non ci tradisce, furono i Sumeri ed i Babilonesi i pionieri di questo settore e con molta probabilit\u00e0 istituirono anche i segni dello <strong>Zodiaco.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studioso greco molto importante in questo campo fu <strong>Tolomeo<\/strong> (Alessandria, 150 d.c.). Scrisse il trattato intitolato <strong>&#8220;Almagesto&#8221;<\/strong> nel quale riprendeva il lavoro del suo connazionale predecessore <strong>Ipparco,<\/strong> descrivendo ben 48 costellazioni, che sono giunte fino ai giorni nostri senza subire alcun cambiamento. Sono da escludere da quelle descritte da Tolomeo, le costellazioni dell&#8217;emisfero australe e quelle meno luminose non ancora individuabili all&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>48 costellazioni<\/strong> che Tolomeo descrisse in &#8220;Almagesto&#8221; sono le seguenti: Andromeda, Acquario, Aquila, Altare, Nave, Ariete, <a class=\"ilgen\" href=\"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/costellazioni\/costellazione-auriga\/\">Auriga<\/a>, Boote, Cancro, Cane Maggiore, Cane Minore, Capricorno, Cassiopea, Centauro, Cefeo, Balena, Corona Australe, Corona Boreale, Corvo, Cratere, Cigno, Delfino, Dragone, Cavallino, Eridano, Gemelli, Ercole, Idra Femmina, Leone, Lepre, Bilancia, Lupo, Lira, Ofluco, Orione, Pegaso, Perseo, Pesci, Pesce Australe, Freccia, Sagittario, Scorpione, Serpente, Toro, Triangolo Boreale, Orsa Maggiore e Minore, Vergine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;epoca di Tolomeo e fino al <strong>1500<\/strong> altre costellazioni vennero aggiunte a quelle scoperte da Tolomeo, (circa quaranta). Si procedette anche a riempire un&#8217;intera zona di cielo che Tolomeo non aveva descritto, in quanto la sua posizione era al di sotto dell&#8217;orizzonte visibile dalla Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poco tempo, si cre\u00f2 una sorta di competizione tra astronomi, desiderosi di voler scoprire nuove costellazioni per lasciare la propria impronta nella storia. Tuttavia, ben poche vennero condivise da tutti, anche perch\u00e8 non esistevano confini ben delineati. Mentre, tra il sedicesimo secolo ed il diciottesimo secolo, venne mappata con nuove costellazioni buona parte dell&#8217;emisfero australe e furono &#8220;riempiti&#8221; alcuni spazi vuoti dell&#8217;emisfero boreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriv\u00f2 poi, tra un dibattito e l&#8217;altro, ad epoca pi\u00f9 recente. Precisamente al <strong>1922,<\/strong> quando <strong>l&#8217;Unione Astronomica Internazionale,<\/strong> in riunione a Roma, decise di pianificare le decisioni relative alle costellazioni, ufficializzandone formalmente <strong>88<\/strong> e determinandone i confini grazie ai meridiani ed i paralleli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elenco stilato comprendeva quasi tutte le costellazioni descritte da Tolomeo nell&#8217;Almagesto, pi\u00f9 altre utilizzate da vari astronomi a partire dal diciassettesimo secolo e precisamente dal 1603, anno in cui l&#8217;astronomo tedesco <strong>Bayer<\/strong> pubblic\u00f2 la sua <strong>&#8220;Uranometria&#8221;,<\/strong> il primo <strong>atlante<\/strong> di stelle dettagliato, focalizzato soprattutto sul cielo dell&#8217;emisfero sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atlante, al suo interno, mostrava una carta stellare per ogni costellazione scoperta da Tolomeo, dove venivano indicate persino le posizioni di ciascuna stella. <strong>Bayer<\/strong> esegu\u00ec anche una carta per i cieli non osservati da Tolomeo, ossia quelli australi. Questa opera notevole conteneva la descrizione di pi\u00f9 di 2.000 stelle. L&#8217;innovazione di Bayer fu inoltre quella di introdurre il sistema delle lettere dell&#8217;alfabeto greco, usata tuttora, per indicare la classe di luminosit\u00e0 degli astri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche un altro studioso, vale a dire <strong>John Flamsteed,<\/strong> contribu\u00ec ad arricchire gli atlanti esistenti. L&#8217;astronomo inglese, partendo dalle basi ricevute da Tolomeo, arriv\u00f2 a catalogare pi\u00f9 di <strong>3.000 stelle<\/strong> nel suo catalogo intitolato <strong>&#8220;Historia Coelestis Britannica&#8221;,<\/strong> pubblicato nel <strong>1725.<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Che cosa \u00e8 una costellazione?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una costellazione non \u00e8 altro che un<strong> gruppo di stelle<\/strong> disposte in maniera abbastanza irregolare nel cielo. L&#8217;uomo, nei secoli, ha attribuito a queste bizzarre disposizioni dei disegni particolari, dettati dalla pura immaginazione, vedendo in esse sagome di divinit\u00e0, animali, creature mitologiche, ecc..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come detto sopra, <strong>l&#8217;Unione Astronomica Internazionale,<\/strong> ha cercato di mettere tutti gli astronomi d&#8217;accordo, disponendo le costellazioni in un certo ordine e classificandone ben 88, con confini precisi, in modo tale che la volta celeste sia divisa in numerosi gruppi di stelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col passare del tempo, ed oggi in misura ancora maggiore, per costellazone si intende ormai solo il gruppo di stelle, senza fare particolare riferimento alla creatura animale o umana che dovrebbe emergere dal disegno della loro disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, invece, parliamo di <strong>emisferi,<\/strong> dobbiamo sempre associarli alle costellazioni appena descritte. Queste ultime visibili dalle latitudini settentrionali, furono battezzate gi\u00e0 dai popoli antichi ed hanno solitamente qualche legame con la <strong>mitologia classica.<\/strong> Quelle presenti nelle latitudini nord, sono le costellazioni dell&#8217;emisfero boreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le costellazioni presenti nell&#8217;<strong>emisfero australe<\/strong> sono le pi\u00f9 recenti, visto che vennero identificate e determinate soprattutto durante l&#8217;epoca illuministica. Le costellazioni dell&#8217;emisfero australe sono meno numerose di quello boreale. I due emisferi sono separati dall&#8217;<strong>equatore celeste,<\/strong> che ha il suo omonimo in quello terrestre, ma non \u00e8 la stessa cosa. Allo stesso modo esiste il <strong>polo nord celeste,<\/strong> che altro non \u00e8 che la proiezione del polo nord terrestre nel cielo. Lo stesso discorso vale per il <strong>polo sud celeste.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra importante nozione \u00e8 quella dell&#8217;<strong>eclittica.<\/strong> Quest&#8217;ultima \u00e8 l&#8217;estensione massima della sfera celeste, inclinata di circa <strong>23\u00b0 gradi<\/strong> rispetto all&#8217;equatore. L&#8217;eclittica rappresenta la proiezione sulla sfera del piano dell&#8217;orbita della <strong>Terra<\/strong> attorno al Sole. In un anno, ossia 365 giorni, il Sole si muove apparentemente sull&#8217;<strong>eclittica<\/strong> percorrendola tutta. Da qui, nascono gli <strong>equinozi,<\/strong> ossia quando l&#8217;eclittica interseca l&#8217;equatore e quando questo avviene, la durata del giorno \u00e8 esattamente uguale a quella della notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>solstizi<\/strong> invece, si verificano quando l&#8217;eclittica si trova alla distanza maggiore rispetto all&#8217;equatore. In altre parole, il solstizio avviene quando il <strong>Sole<\/strong> raggiunge, nel suo moto apparente lungo l&#8217;eclittica, il punto di declinazione massimo o minimo. Il fenomeno \u00e8 causato dallo spostamento dell&#8217;asse terrestre rispetto all&#8217;eclittica. Nel corso di un anno i solstizi accadono due volte: la prima volta quando la declinazione massima del Sole nel periodo di giugno segnala l&#8217;inizio dell&#8217;estate all&#8217;emisfero nord, e la stagione fredda in quello sud. Mentre la declinazione negativa in dicembre segna l&#8217;inizio dell&#8217;inverno boreale (emisfero nord) e dell&#8217;estate australe (emisfero sud). Il solstizio ritarda ogni anno circa<strong> sei ore<\/strong> rispetto all&#8217;anno precedente, e torna ad essere regolare ogni quattro anni, in corrispondenza dell&#8217;<strong>anno bisestile,<\/strong> creato al fine di regolarizzare al meglio le stagioni. Proprio per queste variazioni, pu\u00f2 capitare che i solsitzi cadano il <strong>20 o il 21 giugno,<\/strong> o in alternativa, <strong>il 21 o il 22 dicembre.<\/strong> A questo proposito, conosciamo l&#8217;equinozio di primavera il <strong>21 di marzo,<\/strong> il solstizio d&#8217;estate il <strong>21 di giugno,<\/strong> l&#8217;equinozio d&#8217;autunno <strong>il 23 settembre<\/strong> ed <strong>il 21 dicembre<\/strong> il solstizio d&#8217;inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo detto precedentemente, esistono anche le <strong>costellazioni zodiacali,<\/strong> che sono 12 e si situano tutte lungo l&#8217;asse dell&#8217;ellittica. C&#8217;\u00e8 da dire per\u00f2, che le costellazioni ed i segni zodiacali in realt\u00e0 non coincidono. I segni zodiacali, infatti, sono delle <strong>divisioni immateriali,<\/strong> mentre le costellazioni si identificano come raggruppamenti di stelle che solo nel I secolo d.C. rientravano pi\u00f9 o meno nei segni zodiacali rispettivi, ma a causa della precessione degli equinozi, oggi appaiono in altre zone rispetto a quelle dello zodiaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mancata corrispondenza \u00e8 dovuta allo spostamento lento dell&#8217;asse terrestre, che cambia il suo assetto rispetto alla disposizione delle stelle fisse. Infatti, a titolo di esempio, man mano che passeranno i millenni, la stella polare non sar\u00e0 pi\u00f9 quella che rappresenter\u00e0 il Nord, ma un&#8217;altra stella svolger\u00e0 questa funzione, la <strong>stella Vega.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa 16.000 anni fa, siamo nell&#8217;era del Paleolitico, l&#8217;uomo aveva gi\u00e0 provveduto a creare un sistema di costellazioni suddivise in tre gruppi, che volevano rappresentare sostanzialmente le tre parti nelle quali risulterebbe diviso il mondo, ossia: il Paradiso, la Terra ed il mondo degli Inferi. 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