{"id":12943,"date":"2015-12-15T12:19:21","date_gmt":"2015-12-15T10:19:21","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/it\/?p=12943"},"modified":"2024-07-08T11:19:42","modified_gmt":"2024-07-08T09:19:42","slug":"tre-fiabe-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/consigli-e-regali\/tre-fiabe-di-natale\/","title":{"rendered":"Raccolta di Fiabe e Favole di Natale da raccontare ai bambini"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\">Fiabe e favole di Natale da raccontare ai bimbi<\/h2>\n<ul>\n<li><a title=\"fiaba leggenda del mercante e del vischio\" href=\"#mercante\">La leggenda del mercante e del vischio<\/a><\/li>\n<li><a title=\"favola i due bambini di nazaret\" href=\"#nazaret\">I due bambini di Nazaret<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba dell'orfanella e le stelle d'oro\" href=\"#orfanella\">L&#8217;orfanella e le stelle d&#8217;oro<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba \u00e8 questo il natale\" href=\"#natale\">E&#8217; questo il Natale?<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba betlemme\" href=\"#betlemme\">Betlemme<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba sciopero del natale\" href=\"#sciopero\">Lo sciopero del Natale<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba l'agrifoglio\" href=\"#agrifoglio\">L&#8217;agrifoglio<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba vigilia di natale\" href=\"#vigilia\">Alla vigilia di Natale<\/a><\/li>\n<li><a title=\"giovanni paolo secondo a natale augurio\" href=\"#a-natale\">A Natale<\/a><\/li>\n<li><a title=\"fiaba del bambino scalzo\" href=\"#scalzo\">Il bambino scalzo<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"mercante\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">1. Fiaba de &#8220;La leggenda del mercante e del vischio&#8221;<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella sera, il vecchio mercante non riusciva a prendere sonno. Gli affari di giornata erano andati pi\u00f9 che bene, ed un soldo dietro l&#8217;altro era riuscito a fare un bel gruzzoletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si alz\u00f2 dal letto, pensieroso e cominci\u00f2 a contare le montete. Chiss\u00e0 quante mani avevano stretto quelle monete, pensava fra s\u00e9, non curante della fatica e del lavoro che vi erano dietro a tutto quel luccichio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il mercante non riusciva a prendere sonno. Allora decise di uscire di casa e vide tutta la gente del paese dirigersi verso lo stesso luogo. C&#8217;era qualcosa in fermento e la voce era corsa di bocca in bocca. Sent\u00ec che qualcuno gli rivolgeva la parola invitandolo ad unirsi a loro, voci indistinte nella massa che popolava le strade del borgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo chiamavano &#8220;fratello&#8221;, ma lui sapeva di non aver mai avuto alcun fratello, tuttalpi\u00f9 nella sua mente da commerciante, era abituato a sentir parlare di clienti, compratori e venditori. Questo era il suo piccolo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la curiosit\u00e0 lo sovrastava e decise di unirsi ad un gruppo di giovani ed anziani. Continuavano a rivolgersi a lui come &#8220;fratello&#8221;, ma quella parola in qualche modo lo disturbava. Sapeva bene che per campare, qualche inganno al cliente andava fatto e non si dispiaceva per questo. Cercava sempre di vendere pi\u00f9 caro del dovuto pur di guadagnare qualche moneta in pi\u00f9; approfittava delle necessit\u00e0 dei poveri e non conosceva la parola generosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, non curanti della sua furbizia da mercante, la gente continuava ad accoglierlo, a volerli bene, a coinvolgerlo in quella marcia di allegria, tipica delle feste in paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 giunsero tutti alla grotta di Betlemme. La gente cominciava ad entrare, e tutti uscivano con qualcosa tra le mani, anche i pi\u00f9 poveri, mentre lui che era ricco, rimaneva a mani vuote. Si decise, dopo un attimo di turbamento, ad entrare nella grotta, si inginocchi\u00f2 e preg\u00f2 il Signore confessando tutte le sue malefatte, tra lacrime e pentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scosso e provato, usc\u00ec dalla grotta e, poggiato sul tronco di un albero, continu\u00f2 a piangere a dirotto. Ma sent\u00ec che qualcosa in lui stava cambiando. La mattina seguente, nelle prime ore del giorno, not\u00f2 che le sue lacrime splendevano come perle in mezzo a due fresche foglioline. Nasceva un piccolo vischio.<\/p>\n<div id=\"nazaret\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">2. Fiaba de &#8220;I due bambini di Nazaret&#8221;<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bel giorno Ges\u00f9, seduto sugli scalini di casa, era intento a giocare con un pezzo di argilla, regalo del vasaio di fronte, per dar forma a degli uccellini di creta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte la sua casa, sedeva un altro bambino, di nome Giuda, col viso pieno di graffi e le ginocchia sbucciate per via delle risse e dei continui litigi con altri ragazzi di strada. Anche lui era impegnato a lavorare un piccolo pezzo di argilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uccellini, usciti dalle loro mani ingegniose, venivano posizionati a cerchio davanti ad entrambi. Giuda, geloso che il compagno facesse degli uccelli pi\u00f9 belli e grandi di lui, rest\u00f2 di stucco quando si accorse che Ges\u00f9 dipingeva i suoi animali di creta coi raggi di sole colti dalle pozze di acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lui allora volle provare l&#8217;incredibile gesto, e prov\u00f2 pi\u00f9 volte a cogliere dalle pozze d&#8217;acqua quel bagliore misterioso, senza per\u00f2 riuscirvi. Al ch\u00e9, Ges\u00f9, dispiaciuto di quello che accadeva, si offr\u00ec di colorare gli uccellini a Giuda, ma quest&#8217;ultimo rifiut\u00f2 orgogliosamente il suo aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Giuda, preso dalla rabbia, sferr\u00f2 un violento calcio ad i suoi uccelli di creta distruggendoli completamente. Poi, quando ebbe finito di sfasciare tutto il suo lavoro, si avvicin\u00f2 a quelli di Ges\u00f9 distruggendone uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9, dopo aver chiesto spiegazioni a Giuda per il suo gesto, gli ricord\u00f2 che quelli che aveva davanti a s\u00e9, non erano semplici creature di creta, ma esseri viventi che potevano persino cantare. Giuda, cominci\u00f2 a deridere il suo compagno continuando la sua piccola opera di distruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9, che si sentiva indifeso e non in grado di far fronte al pi\u00f9 grande, grosso e robusto Giuda, non sapeva come fermare la furia del suo compagno. Non riusciva a spiegarsi, inoltre, come gli uccelli potessero rimanere impassibili di fronte a tanta violenza ingiustificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimanevano ancora intatti solo tre uccellini, e mentre Ges\u00f9 batt\u00e9 le mani nel tentativo di destarli, incredibilmente i tre volatili cominciarono a sbattere le ali ed alzatisi in volo trovarono riparo sull&#8217;orlo del primo tetto, lasciando il piccolo Giuda ancora una volta incredulo.<\/p>\n<div id=\"orfanella\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">3. Fiaba de &#8220;L&#8217;orfanella e le stelle d&#8217;oro&#8221;<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piccola orfana era sola per strada, abbandonata da tutti. L&#8217;avevano lasciata in mezzo ad una strada invitandola a chiedere aiuto al cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E lei, speranzosa, volgeva pi\u00f9 volte lo sguardo all&#8217;ins\u00f9 e guardava le stelle brillare, pregando per il loro soccorso. Molte persone, vedendola per strada, la aiutavano come potevano, ma la vita della piccola bambina rimaneva difficile e priva di affetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giorno, mentre mangiava un pezzo di pane che una donna generosa le aveva donato, incontr\u00f2 un povero vecchio affamato. &#8220;Ho tanta fame&#8221;, disse il vecchio. La piccola orfana, dal cuore d&#8217;oro, volle donargli il proprio tozzo di pane, &#8220;Prendete questo&#8221;, disse, &#8220;io ne trover\u00f2 dell&#8217; altro&#8221;. Il vecchio la bened\u00ec, augurandole una pioggia di stelle d&#8217;oro e prosegu\u00ec il suo cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno seguente, mentre la piccola si dirigeva dalla citt\u00e0 alla campagna, vide per strada una fanciulla tutta infreddolita, che aveva solo una camicia per coprirsi. &#8220;Hai freddo?&#8221; le domand\u00f2 l&#8217;orfana dal cuore generoso. &#8220;Si&#8221;, rispose la fanciulla, &#8220;ma non ho ch\u00e9 questa camicia per coprirmi&#8221;. &#8220;Prendi il mio vestito&#8221;, rispose la piccola orfana, &#8220;io non soffro tanto il freddo&#8221;, disse. La fanciulla con gli occhi pieni di gioia e gratitudine, la guard\u00f2 e le rispose &#8220;Tu sei una stella scesa dal cielo, vorrei che tutte le stelle piene d&#8217;oro ti cadessero in grembo per proteggerti&#8221;. La piccola orfana si volt\u00f2 e prosegu\u00ec per il suo cammino, in direzione di una capanna dove pensava di passare la notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, il gelo scendeva sulla campagna e la piccola orfanella guard\u00f2 le stelle del firmamento che brillavano nel cielo notturno, pensando alle benedizioni auguratele dal vecchio e dalla fanciulla. Adesso cominciava ad avere freddo anche lei, ma era serena nonostante tutto, perch\u00e8 la capanna non era poi cos\u00ec lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Se le stelle piovessero oro dal cielo&#8221;, pens\u00f2 fra s\u00e9, &#8221; farei costruire tante belle case grandi per poter ospitare i bambini abbandonati ed i poveri; sfamerei gli affamati e comprerei tanti vestiti per chi ne avesse bisogno&#8221;. &#8220;Ed anch&#8217;io mi vestirei, perch\u00e8 adesso ho tanto freddo&#8221; aggiunse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che il miracolo avvenne. Il cielo si riemp\u00ec di voci angeliche e si sent\u00ec il tintinnio dell&#8217;oro cadere. La piccola sistem\u00f2 un piccolo telo per terra dopo essersi accorta che le stelle si staccavano dal cielo trasformandosi in monete d&#8217;oro. &#8220;Si! Si!&#8221;, esclam\u00f2 gioiosa l&#8217;orfanella, &#8220;far\u00f2 costruire tanti bei palazzi per i poveri e gli orfani e rimarr\u00f2 al lato di chi soffre!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal cielo si lev\u00f2 un canto di voci angeliche che ripeteva &#8220;Benedetta! Benedetta!&#8221;.<\/p>\n<div id=\"natale\"><\/div>\n<h2>4. Fiaba &#8220;E&#8217;\u00a0questo il Natale?&#8221;<\/h2>\n<p>Un giorno, nel paradiso degli animali, lo spirito dell&#8217;asinello chiese al bue: &#8220;Ti ricordi quando una notte fredda di tanti anni fa, io e te ci ritrovammo in una capanna dove c&#8217;era anche una mangiatoia?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Certo che mi ricordo&#8221;, rispose il bue, &#8220;e se ricordo bene, in quella capanna c&#8217;era anche un bambino appena nato&#8221;. &#8220;Esatto&#8221;, disse l&#8217;asinello, &#8220;dunque, sapresti dirmi esattamente quanti anni sono passati?&#8221; aggiunse.<\/p>\n<p>&#8220;No&#8221;, disse il bue, &#8220;non ho affatto una buona memoria&#8221;. &#8220;Allora te lo dico io, sono passati duemila anni&#8221;, gli rispose l&#8217;asinello. &#8220;E lo sai chi era quel bambino vero?&#8221; continu\u00f2 a domandargli.<\/p>\n<p>&#8220;Non so risponderti nemmeno questa volta&#8221;, disse il bue, &#8220;per\u00f2 ricordo che si trattava di un bellissimo bambino&#8221;. Allora, l&#8217;asinello sussurr\u00f2 qualcosa all&#8217;orecchio del bue e quest&#8217;ultimo rispose &#8220;Vorrai scherzare, spero, ma davvero?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Certo che \u00e8 vero, del resto lo avevo capito fin dall&#8217;inizio&#8221;. &#8220;Io no&#8221; disse il bue, &#8220;comunque, avrei giurato che quel bambino nascondesse qualcosa di straordinario&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Gi\u00e0, devi sapere che da allora gli uomini di tutto il mondo organizzano una grande festa ogni anno, proprio per festeggiare l&#8217;anniversario della sua nascita. \u00c8 un periodo di pace e serenit\u00e0, dell&#8217;unione familiare e del benessere spirituale. Lo chiamano Natale, ed anche la gente pi\u00f9 burbera, quando arriva questo momento, sembra vivere un periodo di felicit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Anzi&#8221;, disse l&#8217;asino, &#8220;giacch\u00e9 ci siamo, perch\u00e8 non andiamo a dare un&#8217;occhiata l\u00ec sotto?&#8221; domand\u00f2 al bue. &#8220;Dove?&#8221; gli rispose il bue. &#8220;Ma come dove? Sulla terra no? Dovresti conoscerla quanto me, ci siamo gi\u00e0 stati. Io quasi ogni anno vado a fare un giro laggi\u00f9, ho un lasciapassare speciale e lo potresti chiedere anche tu! Forza, andiamo a vedere cosa succede della vigilia&#8221;, fece l&#8217;asinello.<\/p>\n<p>&#8220;E per il lasciapassare?&#8221; domand\u00f2 preoccupato il bue. &#8220;Non preoccuparti, ho un mio parente che lavora all&#8217;ufficio passaporti, lo otterrai in un battibaleno&#8221;.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che il bue ottenne il lasciapassare, ed i due planarono sulla terra, in direzione di un lume, si trattava in realt\u00e0 di una citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli spiriti delle due bestie passavano tranquillamente in mezzo alla strada, senza ovviamente subire alcun danno e si godevano lo spettacolo della grande citt\u00e0. Negozi, vetrine illuminate, addobbi natalizi, gli abeti e le luminarie. Oltre alla tantissima gente che affollava i mercatini e le strade, presa dal ritmo frenetico degli ultimi acquisti.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, il bue impaurito da tutta quella folla, si gir\u00f2 verso l&#8217;asino e gli disse &#8220;Ma tu mi hai detto che mi portavi a vedere il Natale, non la guerra&#8221;. &#8220;Ma non vedi che sono tutti felici?&#8221;, rispose l&#8217;asino, &#8220;la gente di questi tempi per essere felice ha bisogno di questi ritmi frenetici, insomma, di rovinarsi i nervi&#8221; rispose.<\/p>\n<p>Stanco di quella confusione, il bue approfittando della sua forma spiritica, vol\u00f2 verso la finestra di un decimo piano di un palazzo, e l&#8217;asinello lo segu\u00ec.<\/p>\n<p>Videro una stanza elegantemente arredata ed una signora dal volto preoccupato seduta vicino ad un tavolo. Sulla sinistra del tavolo si trovava un mucchio di carte e cartonicini colorati, sulla parte destra, invece, dei cartonicini bianchi. La signora, in evidente stato d&#8217;agitazione, prendeva uno dei cartonicini colorati, lo osservava per qualche istante, dopodich\u00e8 sfogliava grossi volumi per consultarli, scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta sulla quale scriveva qualcosa e chiudeva la busta. Infine, ricominciava l&#8217;operazione da capo prendendo un altro cartoncino dal mucchio alla destra del tavolo.<\/p>\n<p>&#8220;Chiss\u00e0 quanto la pagheranno per un lavoro simile&#8221; disse il bue. &#8220;Non la pagano affatto&#8221;, rispose sicuro l&#8217;asinello, &#8220;sta semplicemente rispondendo a dei bligliettini di auguri, si vede che \u00e8 una donna benestante&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Auguri?&#8221; domand\u00f2 il bue, curioso. &#8220;A cosa servono gli auguri?&#8221;. &#8220;A nulla&#8221; disse l&#8217;asinello, &#8220;ma gli uomini, chiss\u00e0 perch\u00e8, ne hanno una grossa considerazione&#8221;.<\/p>\n<p>Si spostarono, affacciandosi ad un&#8217;altra finestra. Ovunque vedevano uomini e donne intenti a fare pacchi, correre da una stanza all&#8217;altra, rispondere al telefono, tagliare spaghi, manovrare nastri, costruire presepi, spostare scatole e cartoni, allestire mazzi di fiori e scrivere milioni di biglietti di auguri.<\/p>\n<p>Lo spettacolo che appariva davanti ai loro occhi era sempre lo stesso. Tutto era fatica, ansia, frenesia ed una tremenda confusione. Fu cos\u00ec che il saggio bue disse all&#8217;asinello &#8220;Ma mi avevi parlato di una festa della pace e della serenit\u00e0!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Hai ragione&#8221; rispose l&#8217;asinello &#8220;ma da qualche tempo a questa parte le cose sembrano cambiate. Cosa vuoi? La societ\u00e0 si evolve e tutti sembrano essere impazziti. Ascolta un p\u00f2..&#8221;.<\/p>\n<p>Il bue prest\u00f2 attenzione tendendo le orecchie. Nelle vie della citt\u00e0 come nelle case, la gente si scambiava meccanicamente delle formule di auguri convenzionate, imparate a memoria. Agli auguri si ricambiava con altri auguri e con un grazie.<\/p>\n<p>&#8220;Ma sono sinceri?&#8221; disse il bue, &#8220;si vogliono davvero tanto bene tra di loro?&#8221; L&#8217;asinello lo guard\u00f2 ma non disse niente. &#8220;Ma perch\u00e8 non ci spostiamo un p\u00f2? Sono gi\u00e0 stanco di tutta questa confusione.&#8221; afferm\u00f2 il bovino.<\/p>\n<p>&#8220;No, \u00e8 semplicemente questo il Natale&#8221;, disse l&#8217;asino. &#8220;Ma \u00e8 diverso dal nostro. Ti ricordi a Betlemme, solo noi, la capanna, i pastorelli e quel bambino. Faceva tanto freddo, si, ma c&#8217;era una pace ed un&#8217;armonia.. Anche sul tetto si sentivano come degli uccelli..&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Quali uccelli?&#8221; disse l&#8217;asinello, &#8220;quelli erano angeli..&#8221;. &#8220;E quella stella cos\u00ec bella, proprio sopra la capanna, ti ricordi? Chiss\u00e0 se c&#8217;\u00e8 ancora..&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Penso proprio di no, e poi qui ce ne sono poche di stelle&#8221;. I due alzarono lo sguardo e si accorsero che non c&#8217;era niente. La citt\u00e0 era coperta da una coltre di caligine e smog.<\/p>\n<div id=\"betlemme\"><\/div>\n<h2>5. Fiaba &#8220;Betlemme&#8221;<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria:<\/strong> <em>&#8220;Sono stanca Giuseppe. Ho bisogno di riposare&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe:<\/strong> <em>&#8220;Siamo quasi arrivati Maria. Un piccolo sforzo ancora ed alla prima osteria chiederemo asilo. Eccone una laggi\u00f9!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Bussano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oste:<\/strong> <em>&#8220;Chi sar\u00e0 mai a quest&#8217;ora?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe<\/strong>: <em>&#8220;Salve gentiluomo. Siamo due pellegrini in cerca di ospitalit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oste:<\/strong> <em>&#8220;Mi dispiace, ma io ospito solo signori. Questo posto non \u00e8 per voi!&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe:<\/strong> <em>&#8220;Ma vi assicuro che vi pagheremo. Ci accontentiamo di un semplice giaciglio. Siamo cos\u00ec stanchi!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oste:<\/strong> <em>&#8220;Non ci sono posti liberi. Poco pi\u00f9 avanti c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra osteria, provate l\u00ec&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe:<\/strong> <em>&#8220;Andiamo Maria. Proviamo pi\u00f9 avanti.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Bussano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ostessa:<\/strong> <em>&#8220;Chi \u00e8? Che cosa volete?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria:<\/strong> <em>&#8220;Cerchiamo ospitalit\u00e0 mia signora. Veniamo da lontano e siamo tanto stanchi&#8221;:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ostessa:<\/strong> <em>&#8220;Mi dispiace, ma l&#8217;ostello \u00e8 pieno. C&#8217;\u00e8 gente arrivata da ogni paese e persino degli astronomi. Pare che nel cielo debba passare una stella cometa. Dicono che aspettano la nascita del Messia. Adesso devo andare..&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria:<\/strong> <em>&#8220;Non ce la faccio pi\u00f9 Giuseppe. Dormir\u00f2 sulla neve.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe:<\/strong> <em>&#8220;Guarda laggi\u00f9 Maria. C&#8217;\u00e8 una stalla! Forse potremo entrarci, \u00e8 aperta..C&#8217;\u00e8 anche una mucca e della paglia pulita in terra. Vieni Maria, stenditi qui mentre io metto al riparo anche questo povero asinello..&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coro di angeli:<\/strong> <em>&#8220;Gloria a Dio nell&#8217;alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama!&#8221;<\/em><\/p>\n<div id=\"sciopero\"><\/div>\n<h2>6. Lo sciopero del Natale<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa storia \u00e8 avvenuta quando ancora gli scioperi non esistevano, o meglio, erano poco conosciuti. Probabilmente, possiamo considerare lo sciopero di questa storia come il primo vero sciopero in assoluto. La storia riguarda tutti i Babbo Natale della Terra, pronti a protestare, ma andiamo a conoscerne il motivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto tempo fa, cos\u00ec come avviene ancora oggi, durante l&#8217;anno i Babbo Natale della Terra, rinchiusi nei loro rifugi del Polo Nord, erano intenti a leggere le letterine ricevute da ogni bambino e a preparare con cura i regali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato questo, da sempre, il lavoro dei Babbo Natale, che possiedono mezzi potenti per raggiungere in breve tempo ogni angolo della Terra. Ad esempio, il Babbo che si occupa di distribuire i regali nel continente africano, ha un calesse gigantesco, trainato da quattro magnifici struzzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello diretto in Asia, siede su un comodo baldacchino montato sul dorso di un enorme elefante; mentre il Babbo Natale europeo viene a trovarci sulla classica slitta trainata dalle renne, pi\u00f9 abituate al nostro freddo. C&#8217;\u00e8 invece un magnifico canguro, che nella sua grande pancia trasporta il Babbo diretto in Australia. Un&#8217;infinit\u00e0 di mezzi rimarrebbero ancora, ma li lasciamo allo spazio dell&#8217;immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, qualcosa di veramente grave stava accadendo in quel tempo al Polo Nord, qualcosa che poteva mettere a repentaglio il Natale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;\u00c8 proprio un macello!&#8221;, disse il Babbo Natale che portava i doni in Cina. &#8220;Anche oggi, l&#8217;orso postino ha portato poche lettere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Gi\u00e0&#8221;, rispose il Babbo Natale africano, mentre sistemava le sue zebre. &#8220;Solo lo scorso anno ne ricevevamo a centinaia ogni giorno&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Per non dire di qualche anno fa, quando i bambini ci sommergevano di lettere di richieste&#8221;, aggiunse quello americano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Le lettere di quest&#8217;anno sono troppo poche&#8221;, disse il Babbo giapponese. &#8220;E c&#8217;\u00e8 da aggiungere che molte le ha scritte l&#8217;orso postino per non vederci cos\u00ec tristi. Senti questa come recita: &#8220;Caro Babo Nattale, sonno un bambbino di sete anni e desiddero ricevere a Nattale una bela e suggosa bisteca di <a href=\"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/costellazioni\/costellazione-balena-stelle-principali-e-mitologia\/\" class=\"ilgen\">balena<\/a> che non lo mai sagiata&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Hai ragione&#8221;, disse l&#8217;ennesimo Babbo sentendo quelle parole, &#8220;nessun&#8217;altro avrebbe saputo scrivere una lettera simile. Ma cosa sta succedendo?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ve lo dico io&#8221;, disse il Babbo australiano. I bambini non credono pi\u00f9 in Babbo Natale e per questo hanno smesso di scrivere le lettere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ma come mai? Chi li ha convinti di questa cosa?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Secondo me&#8221;, disse il Babbo europeo, &#8220;i genitori non hanno pi\u00f9 n\u00e8 il tempo n\u00e8 la pazienza di raccontare ai loro figli la storia di Babbo Natale. E poi, al giorno d&#8217;oggi, con i ritmi della vita moderna, chi vuoi che abbia voglia e tempo di credere a noi?&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ma se nessuno ci scrive pi\u00f9, chi porter\u00e0 ai piccoli i regali che desiderano?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Anche quest&#8217;anno&#8221;, disse il Babbo africano, &#8220;solo pochi bambini riceveranno i regali, per lo pi\u00f9 figli di gente benestante&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;\u00c8 una cosa bruttissima&#8221; protestarono insieme i Babbi. &#8220;Dobbiamo fare qualcosa!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;E cosa possiamo fare?&#8221; domand\u00f2 il Babbo asiatico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Facciamo uno sciopero collettivo. Quest&#8217;anno non porteremo i doni a nessuno&#8221;, disse il Babbo europeo. E aggiunse, &#8220;stamperemo tanti volantini da distribuire sulla Terra, con una scritta che segnali lo sciopero di Babbo Natale per quest&#8217;anno, visto che nessuno vuole pi\u00f9 credere in lui&#8221;. E cos\u00ec decisero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell&#8217;anno, il giorno di Natale, i bambini di tutto il mondo erano tristi per non aver ricevuto nemmeno un dono. Ma alla fine, bambini ed adulti capirono di aver sbagliato nell&#8217;aver perso lo spirito natalizio; cos\u00ec vollero scusarsi con i Babbo Natale mandandogli una montagna de lettere. Fu cos\u00ec che il Natale ritorn\u00f2 alla normalit\u00e0, anzi quell&#8217;anno i bambini ricevettero il doppio dei regali desiderati.<\/p>\n<div id=\"agrifoglio\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">7. L&#8217;agrifoglio<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pastorello si svegli\u00f2 di soprassalto. Accecato da una luce nuova nel cielo, una luce mai vista. Avendo paura, il giovane pastore abbandon\u00f2 l&#8217;ovile e corse per il bosco. Si ritrov\u00f2 in campo aperto, sotto un cielo luminosissimo, e dall&#8217;alto scendeva un coro angelico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Che pace che c&#8217;\u00e8 qui&#8221;, pens\u00f2 il pastorello e aggiunse, &#8220;non pu\u00f2 venire che da lass\u00f9&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pecore lo avevano seguito a sua insaputa e lo osservavano con aria misteriosa. Ma ecco che comincia ad arrivare tanta gente, ed insieme si affrettano a raggiungere una grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Dove siete diretti?&#8221; chiese il pastore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ma come? Non sai che \u00e8 nato il figlio di Dio? \u00c8 giunto il Messia in mezzo a noi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il pastorello decise di unirsi alla comitiva per vedere il figlio di Dio. Presto per\u00f2 si accorge che tutti hanno qualcosa da donare al bambin Ges\u00f9, mentre lui, da povero pastore, non possedendo nulla, torn\u00f2 mestamente dalle sue pecore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il ragazzo ignora che il dono pi\u00f9 grande per Ges\u00f9 altro non \u00e8 che il suo cuore buono e generoso. Ad un tratto, si sente pungere ai piedi nudi, cosicch\u00e9 il pastorello si ferma e guarda in terra. E coglie meravigliato un arbusto ancora verde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la pianta dell&#8217;agrifoglio, dalle foglie spinose e lucide. Intanto, il coro degli angeli continua a sentirsi sempre pi\u00f9 vicino alla terra, e la gente sembra tutta in festa. Il desiderio di correre dal bambin Ges\u00f9 \u00e8 troppo forte per il pastore, anche se non ha nulla da offrire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, il pastorello and\u00f2 alla capanna portando in omaggio l&#8217;agrifoglio appena colto. Si avvicin\u00f2 alla grotta incerto e confuso, scorgendo il bambino sorridente che sembrava aspettarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ecco che avviene lo strano miracolo. Le gocce di sangue presenti sulle mani del pastore, divengono rosse palline che si posano sui rami della pianta spinosa portata in dono per Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al ritorno dalla grotta, sorpreso dall&#8217;inaspettato avvenimento, un&#8217;ennesima sorpresa attende il pastore. Il bosco \u00e8 pieno di piante d&#8217;agrifoglio dalle bacche vermiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quella notte in poi, l&#8217;agrifoglio viene donato come simbolo di augurio a tutte le persone care.<\/p>\n<div id=\"vigilia\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\">8. Alla vigilia di Natale &#8211; Bertolt Brecht<\/h2>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">Un vischio, fin dall&#8217;infanzia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">sospeso grappolo di fede e di pruina<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">sul tuo lavandino e sullo specchio ovale<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ch&#8217;ora adombrano i tuoi ricci b\u00e9rgere<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">fra santini e ritratti di ragazzi infilati<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">un p\u00f2 alla svelta nella cornice,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">una caraffa vuota, bicchierini di cenere e di bucce,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">le luci di Mayfair, poi a un crocicchio le anime,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">le bottiglie che non seppero aprirsi,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">non pi\u00f9 guerra n\u00e8 pace,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">il tardo frullo di un piccione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">incapace di seguirti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"a-natale\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\">9. A Natale &#8211; Giovanni Paolo II<\/h2>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">Signore Ges\u00f9,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ti contempliamo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">nella povert\u00e0 di Betlemme,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">rendici testimoni del tuo amore,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di quell&#8217;amore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">che ti ha spinto a spogliarti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">della gloria divina,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">per venire a nascere<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">fra gli uomini<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">e a morire per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Infondi in noi il tuo Spirito,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">perch\u00e8 la grazia dell&#8217;Incarnazione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">susciti in ogni credente l&#8217;impegno<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di una pi\u00f9 generosa corrispondenza<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">alla vita nuova<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ricevuta nel Battesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">F\u00e0 che la luce di questa notte<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">pi\u00f9 splendente del giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">si proietti sul futuro<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">e orienti i passi dell&#8217;umanit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">sulla via della pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tu, Principe della pace,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">tu, Salvatore nato oggi per noi,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">cammina con la Chiesa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">sulla strada che le si apre dinanzi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">nel nuovo millennio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"scalzo\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">10. Il bambino scalzo<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era la notte della vigilia. Un povero calzolaio lavorava instancabilmente dentro la sua unica stanza, dove viveva con la moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indomani avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Sai gi\u00e0 cosa potremo comprare con il guadagno di questo lavoro?&#8221; domand\u00f2 il calzolaio alla moglie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Cosa vuoi che ci diano. Le scarpe sono cos\u00ec piccole..&#8221; rispose scherzosamente lei.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Beh, io mi accontenterei. Meglio un uovo oggi che una gallina domani&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ebbe finito il lavoro, il calzolaio poggi\u00f2 le scarpe sul banco e le osserv\u00f2 attentamente soddisfatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Guarda come sono belle&#8221;, disse orgogliosamente e aggiunse &#8220;e per di pi\u00f9 calde, con questa pelliccetta che ho messo dentro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Un paio di scarpette fatte apposta per Ges\u00f9 bambino&#8221;, disse contenta la moglie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ha ragione&#8221;, rispose il calzolaio mentre dava gli ultimi ritocchi al suo lavoro. &#8220;Allora, cosa vuoi comprare da mangiare per domani a pranzo?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Mah, pensavo di prendere un cappone&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Gi\u00e0, perch\u00e8 senza cappone non mi sembrebrebbe Natale. E poi cos&#8217;altro prendiamo?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Un p\u00f2 di prosciutto&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Vabb\u00e8, il prosciutto come antipasto, ed anche il dolce no?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Si, il dolce e la frutta secca.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;E da bere?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Beh, per festeggiare a dovere una bella bottiglia di spumante!&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ma si. Una bottiglia sar\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto, si sentirono dei colpi alla porta. I due si guardarono preoccupati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Hanno bussato?&#8221; domand\u00f2 il calzolaio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Si, ma chi sar\u00e0 a quest&#8217;ora? Il cliente?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ma no. Gliele devo portare domattina le scarpe.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Allora non \u00e8 nessuno. Sar\u00e0 stato un colpo di vento&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il rumore continu\u00f2. La donna decise di aprire la porta e con sorpresa trov\u00f2 fuori un bambino che la guardava, con due grossi occhioni neri. Aveva i vestiti laceri e consunti ed i capelli mossi dal vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Entra pure&#8221;, disse amorevolmente la donna al bambino.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino entr\u00f2. Aveva le labbra screpolate dal freddo e l&#8217;occhio del calzolaio casc\u00f2 subito sui suoi piedini. Era scalzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piccolo non profer\u00ec parola. Guard\u00f2 le scarpe appena fatte sul banco dell&#8217;artigiano e le accarezz\u00f2 con gli occhi, ma senza pretensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo e la moglie guardarono i piedi nudi del bambino e poi le scarpe poggiate sul banco. Quindi la donna fece un cenno con la testa al marito. Il calzolaio raggiunse il banco, prese le scarpe e le porse al bambino infreddolito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Tieni, sono tue. Sono calde e morbide, te le regalo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moglie del calzolaio aiut\u00f2 il piccolo ad infilarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Grazie&#8221; disse il bambino. &#8220;Per me sono le prime scarpe. Ora per\u00f2 devo andare via. Buona notte signori&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calzolaio e la moglie lo guardarono sorridenti uscire frettolosamente dalla porta della loro stanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Ecco, \u00e8 finita&#8221;, disse l&#8217;uomo con un filo di tristezza ma felice per il dono fatto. &#8220;Ora niente pi\u00f9 cappone, n\u00e8 frutta, n\u00e8 dolci, n\u00e8 niente&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;E nemmeno lo spumante&#8221;, disse la moglie. &#8220;Ma in fondo lo spumante non mi piace nemmeno. Ed il cappone non lo digerisco volentieri. C&#8217;\u00e8 rimasta solo qualche noce ed un p\u00f2 di pane raffermo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Va bene lo stesso&#8221; disse l&#8217;uomo. &#8220;Passeremo un bel Natale comunque. Spero solo che gli siano piaciute le mie scarpe&#8221; concluse.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-&#8220;Secondo me gli sono piaciute moltissimo&#8221;, disse la donna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento, le campane della chiesa suonarono la mezzanotte e la stanza si illumin\u00f2 d&#8217;un tratto. Il calzolaio e la donna furono abbagliati dalla luce. Quando ebbero riaperto gli occhi, nello stesso punto in cui il bambino aveva indossato le scarpe, videro spuntare come per magia un abete con una stella in cima. Dai rami, al posto delle decorazioni, pendevano capponi, prosciutti, formaggi, dolci e bottiglie di spumante. Soltanto allora si resero conto chi fosse quel bambino e si inginocchiarono a pregare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiabe e favole di Natale da raccontare ai bimbi La leggenda del mercante e del vischio I due bambini di Nazaret L&#8217;orfanella e le stelle d&#8217;oro E&#8217; questo il Natale? 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