{"id":109608,"date":"2019-09-29T17:05:09","date_gmt":"2019-09-29T15:05:09","guid":{"rendered":"https:\/\/osr.org\/?p=109608"},"modified":"2024-07-09T15:34:16","modified_gmt":"2024-07-09T13:34:16","slug":"cose-un-pianeta-nano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osr.org\/it\/blog\/astronomia\/cose-un-pianeta-nano\/","title":{"rendered":"Cos’\u00e8 un pianeta nano"},"content":{"rendered":"
Il tentativo degli scienziati \u00e8 quello di ordinare in maniera logica e coerente alcuni oggetti che differiscono ampiamente gli uni dagli altri:<\/b> basti pensare alla conformazione di Giove \u2013 il pianeta il cui volume \u00e8 1300 volte quello terrestre e alle dimensioni dell\u2019asteroide Duende, la cui superficie \u00e8 inferiore a quella di un campo di calcio.<\/p>\n
Insomma, gli esperti e gli appassionati che ogni giorno si occupano alle propriet\u00e0 celesti hanno il compito di schematizzare milioni di prodotti presenti nel Sistema Solare. La definizione e la nominazione di tali elementi, quindi, \u00e8 il primo passo per raggruppare con ordine la maggior parte dei corpi con cui quotidianamente essi si interfacciano: pianeti, asteroidi, comete e pianeti nani.<\/b><\/p>\n
Di cosa si tratta quando si parla di pianeta nano,<\/b> e per quale motivo gli studiosi hanno avuto il bisogno di creare una nuova categoria per definire un insieme di fenomeni celesti,<\/b> che ancora non sono stati studiati in maniera approfondita?<\/em><\/p>\n Con pianeta nano si intende un oggetto che ruota attorno a una stella oppure a un sistema binario.<\/b> Nonostante la sua massa sia sufficiente per garantire una conformazione sferica, per\u00f2, la sua superficie non \u00e8 ancora “pura”;<\/b> esso presenta sulla propria fascia orbitale degli elementi di varia dimensione che non permettono di definirlo come semplice pianeta.<\/p>\n In questo breve articolo, quindi, abbiamo deciso di analizzare in maniera pi\u00f9 approfondita le caratteristiche di tali corpi celesti al fine di comprenderne le peculiarit\u00e0 pi\u00f9 importanti, i moderni studi in merito e le evoluzioni conoscitive degli scienziati che se ne sono occupati.<\/p>\n In primo luogo, quando si fa riferimento ad un corpo celeste, \u00e8 importante determinare le sue specifiche storiche e fisiche, nonch\u00e9 l\u2019evoluzione che esso ha subito per raggiungere la forma che ad oggi ne consente un tale studio.<\/p>\n Il pianeta nano, nonostante in nome che potrebbe tratte in inganno, non \u00e8 necessariamente un corpo di piccole dimensioni.<\/b> Non c\u2019\u00e8 alcun limite alla vastit\u00e0 di elementi astronomici che appartengono alla suddetta categoria, in quanto la sua definizione ha un\u2019origine differente.<\/p>\n La sua classificazione scientifica \u00e8 molto recente:<\/b> \u00e8 stata accolta solo nel 2006<\/b> dall\u2019IAU (Internacional Astronomical Union \u2013 l\u2019Unione Astronomica Internazionale)<\/b> ed \u00e8 stata arricchita dalla presenza di cinque membri studiati e trattati da diversi poli di ricerca presenti in tutto il mondo: Cerere, Haumea, Eris, Makemake e il pi\u00f9 famoso Plutone.<\/b><\/p>\n Nonostante le discussioni e le polemiche che hanno attanagliato gli spiriti pi\u00f9 conservatori del mondo astronomico contemporaneo, la categoria ha trovato la luce e tutt\u2019ora rimane oggetto di infervorate discussioni provenienti dagli ambienti di maggiore spicco e competenza.<\/p>\n Prima di comprendere e studiare le accuse pi\u00f9 comuni che vengono spesso rivolte ai pianeti nani e alla loro definizione, \u00e8 bene partire da una prima forma di schematizzazione delle propriet\u00e0 che ne hanno caratterizzato la creazione.<\/p>\n Un pianeta nano \u00e8 un corpo celeste che orbita attorno al Sole, ha una massa sufficiente per raggiungere l\u2019equilibrio idrostatico<\/b> \u2013 che ne determina una conformazione quasi sferica \u2013 e non ha ripulito la sua orbita;<\/b> inoltre, esso non deve essere un satellite.<\/p>\n Di conseguenza, gli addetti ai lavori avranno immediatamente riconosciuto la somiglianza della definizione, che ricalca da vicino i tratti peculiari di un comune pianeta. Anch\u2019esso, infatti, ruota attorno al sole e presenta una gravit\u00e0 tale da vincere le forze corpo rigido che ne caratterizzano la forma. Di conseguenza, qual \u00e8 la peculiarit\u00e0 di un pianeta nano, e cosa significa “non aver ripulito un\u2019orbita”?<\/b><\/p>\n La definizione di pianeta nano ha immediatamente sollevato perplessit\u00e0 e polemiche che non hanno permesso di trovare un punto d\u2019accordo sulle caratteristiche base di cui tenere conto al momento della categorizzazione.<\/p>\n Si \u00e8 spesso parlato di criteri fuorvianti e non oggettivi,<\/b> nonch\u00e9 incapaci di chiarire l\u2019effettiva misurabilit\u00e0 del valore sferoidale. In altre parole, nessun pianeta presenta un\u2019orbita completamente “pulita”,<\/b> e non \u00e8 possibile creare una scala di valutazione inerente a un\u2019ipotetica soglia obiettiva su quando un oggetto celeste \u00e8 sferico o meno.<\/p>\n La questione, quindi, ha dovuto interfacciarsi da un lato con la necessit\u00e0 di creare una nuova classe di elementi astronomici, dall\u2019altro con le feroci critiche di quanti tutt\u2019oggi fanno fatica a comprendere la coerenza scientifica di una data definizione. La principale debolezza che viene sollevata ogni volta che ci si confronta con la definizione di pianeta nano, sembra essere prevalentemente linguistica<\/b>: l\u2019erronea interpretazione che pu\u00f2 essere fatta delle sue caratteristiche peculiari, infatti, rende difficile comprendere come sia possibile attribuire un significato quantitativo \u2013 e non solo qualitativo \u2013 ai quattro punti che la compongono.<\/p>\n Non a caso, l\u201911 Giugno 2008<\/b> il Comitato esecutivo dell\u2019Unione Astronomica Internazionale<\/b> \u2013 riunitosi ad Oslo \u2013 ha cercato di stabilire una prima forma di classificazione numerica all\u2019equilibrio idrostatico<\/b> necessario per la definizione di pianeta; il risultato ha portato alla creazione di una nuova categoria \u2013 i plutoidi \u2013 riferita ai pianeti nani transnettuniani.<\/b> Da qui, il gruppo di corpi celesti ha visto l\u2019introduzione di cinque componenti, gi\u00e0 citati in precedenza.<\/p>\n Sebbene la lista non sia molto nutrita al giorno d\u2019oggi, \u00e8 anche vero che secondo i pi\u00f9 recenti studi condotti in tema sono circa 200 i possibili candidati<\/b> collocati negli angoli pi\u00f9 remoti del Sistema Solare;<\/b> la difficolt\u00e0 di cogliere la conformazione di un pianeta nano, quindi, ne ha anche impedito la sua fortuna.<\/p>\n Ci sono molti oggetti transnettuniani con un diametro superiore a 400 km<\/b>, cio\u00e8 superiori al valore approssimativo che consente di parlare di una conformazione quasi sferica: Varuna, Quaoar e 2003EL 61 2005FY 9,<\/b> fra i tanti. L\u2019impedimento risiede nell\u2019incapacit\u00e0 di sviluppare strumenti sufficientemente potenti per stimare la forma tondeggiante \u2013 o meno \u2013 di questi elementi celesti.<\/p>\n Data la lontananza, infatti, gli scienziati sono ancora alla ricerca di telescopi che siano in grado di raggiungere chilometraggi a cui finora non \u00e8 possibile arrivare. Le ricerche pi\u00f9 moderne, infine, hanno anche analizzato alcuni asteroidi<\/b> che potrebbero entrare di diritto nella categoria di pianeti nani: Vesta, Pallas, e Hygiea, il secondo, terzo e quarto posto dopo gli asteroidi Cerere.<\/b><\/p>\n Gli sforzi che hanno portato al primo tentativo di quantificare una dominanza gravitazionale<\/b> in grado di delineare una scala di riferimento per la classificazione dei corpi celesti si deve ad Alan Stern ed Haron Levison nel 2000,<\/b> ben prima della nascita della classe dei pianeti nani: i due studiosi cercarono di introdurre un parametro che potesse tener conto della massa del corpo celeste e dei suoi parametri orbitali.<\/b><\/p>\n Lo scopo era quello di trovare un valore da usare come discriminante per valutare la conformazione e la dimensione dei pianeti, nonch\u00e9 il loro grado di deviare un corpo minore nella loro orbita.<\/b><\/p>\n Il risultato venne recuperato a posteriori per cercare di chiarire la posizione dei pianeti nani da quanti si fecero promotori della nuova categorizzazione: fu l\u2019astronomo uruguayano Julio Angel Fernandez<\/b> a proporre una soluzione alternativa che prevedeva una definizione intermedia che venne usata poi come quella definitiva negli ambienti astronomici di maggior valore.<\/p>\n Cercando di determinare le caratteristiche coincidenti e similari di tali pianeti, inoltre, si giunse alla conclusione che \u2013 sebbene la lista dei 5 corpi celesti attualmente chiamati “nani” sia ricca di diversit\u00e0 \u2013 essi risultano non categorizzabili in alcun altro modo.<\/b> Insomma, fu la necessit\u00e0 scientifica a determinare l’assunzione della tipologia di corpi celesti che abbiamo tratto oggi.<\/p>\n Il motivo?<\/em><\/p>\n Essi vennero inizialmente riconosciuti come semplici pianeti – nonostante le difformit\u00e0 rispetto alla definizione canonica del termine – e solo successivamente andarono a confluire nella tipologia di “pianeti nani” che tutt’ora viene adottata.<\/p>\n Plutone<\/b> \u00e8 il pi\u00f9 grande dei cinque corpi celesti: scoperto nel 1930 e definito dapprima come pianeta orbitante attorno al Sole, nel 2006 cambi\u00f2 il suo status<\/b> a causa della sua orbita eccentrica, nonch\u00e9 dell\u2019atmosfera che lo circonda, la quale sembra essere composta da metano. <\/b><\/p>\n Cerere<\/b> \u2013 scoperto nel 1801 \u2013 ha una forma sferica e un nucleo apparentemente solido. La sua superficie \u00e8 molto probabilmente composta da ghiaccio e vari minerali; Haumea, Eris e Makemake,<\/b> infine, completarono la categoria di pianeti nani per le loro caratteristiche difficili da inquadrare sotto qualsiasi altra nomenclatura scientifica.<\/p>\n Il primo \u00e8 stato scoperto nel 2003<\/b> ed \u00e8 considerato uno dei corpi celesti pi\u00f9 veloci del nostro Sistema Solare. La rotazione sul suo asse ha una durata media di circa 4 ore, mentre il suo manto esterno \u00e8 composto da un nucleo fatto di rocce e ghiacci.<\/p>\n Esso, inoltre, presenta due satelliti<\/b> che gli orbitano intorno: Namaka e Hi\u2019aka.<\/b> Il secondo pianeta<\/b> nano \u00e8 stato scoperto nel 2005<\/b> e ha una composizione chimica molto simile a quella di Plutone; il terzo \u2013 e ultimo \u2013 \u00e8 stato trovato per la prima volta nel 2005 e ha ricevuto la nomea di pianeta nano solo nel 2008,<\/b> a seguito di una serie di studi che ne hanno approfondito conformazione e propriet\u00e0.<\/p>\n In conclusione, sebbene per alcune caratteristiche possano essere assimilati al rango di pianeti veri e propri, Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake<\/b> si contraddistinguono per propriet\u00e0 che impediscono di generalizzare l\u2019ambito astronomico di riferimento.<\/p>\n La scienza ha fatto passi da gigante<\/b> al fine si trovare una categorizzazione rigorosa di tutti i suoi oggetti di studio: questo \u00e8 il primo passo affinch\u00e9 ogni step che porti all\u2019ampliamento di una conoscenza possa essere analizzato in relazione al sistema di studi di riferimento. Saper tracciare i legami fra tipologie di ricerca differenti,<\/b> infatti, consente di dialogare e trovare teorie e scoperte comuni;<\/b> in questo senso, i pianeti nani hanno rappresentato un progresso che – seppur molto discusso e ancora dibattuto negli ambienti di riferimento – permette comunque di comprendere le caratteristiche di corpi celesti fino ad’ora sconosciuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Il tentativo degli scienziati \u00e8 quello di ordinare in maniera logica e coerente alcuni oggetti che differiscono ampiamente gli uni dagli altri: basti pensare alla conformazione di Giove \u2013 il pianeta il cui volume \u00e8 1300 volte quello terrestre e alle dimensioni dell\u2019asteroide Duende, la cui superficie \u00e8 inferiore a quella di un campo di […]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[184],"tags":[],"class_list":["post-109608","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astronomia"],"acf":[],"yoast_head":"\nPianeta nano: di cosa si tratta? 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